Dal Web

Arrampichiamoci a letto

Dobbiamo ammetterlo, in fatto di marketing Ikea è sempre un passo avanti agli altri, un esempio da seguire per tutti.

Una delle ultime trovate è stata quella di allestire un’intera parete da arrampicata con i propri mobili per promuovere l’apertura del nuovo punto vendita francese di Clermont-Ferrand.
Grazie alla collaborazione dell’agenzia pubblicitaria Ubi Bene il colosso dei mobili low-cost è riuscito ad installare nella piazza cittadina una parete 9mX10m arredata di tutto punto.



Incollati alla parete verticale c’erano: un divano, un armadio, tavolini da caffè, sedie, cartelli, tappeti, asciugamani, specchiere, mobili, mensole e un lettone queen-size che era l’obiettivo finale di chi decideva di cimentarsi in questa impresa.
L’arrampicata era aperta a tutti, dal giovedì alla domenica, per provare l’ebbrezza di arrancare fino al letto (cosa che alcuni di noi provano ogni sera).
Ikea ha di fatto interpretato il doppio senso dell’inglese “climb into bed”, espressione che indica l’andare a letto stanchi morti, ma che, tradotta letteralmente, sarebbe proprio “arrampicarsi a letto”.

Una vetrina sicuramente originale e alternativa per promuovere i propri prodotti!

Clicca qui per l'articolo originale 
Fonte immagini: http://ubi-bene.fr/blog/

Leggi tutto...

COS'E' IL GUERRILLA MARKETING?

Per pubblicizzare la propria attività, prodotto o azienda, è necessario conoscere almeno vagamente gli strumenti del mestiere. Certo, non si richiede ad un imprenditore di diventare un esperto di comunicazione e grafica, ma è sempre una buona cosa tenersi informati e capire di cosa vi sta parlando il vostro responsabile marketing senza l’ausilio di un traduttore.

Oggi vogliamo affrontare l’argomento “Guerrilla Marketing”.

Sicuramente ne avrete sentito parlare, anche solo di sfuggita, ma se non avete mai approfondito l’argomento vi spieghiamo noi, brevemente, di cosa si tratta.

La definizione fu coniata nel 1984 dal pubblicitario americano Levinson che scrisse un libro in proposito, al cui interno si parla di un tipo di promozione non convenzionale, economica e declinata attraverso l’uso creativo di strumenti aggressivi per colpire l’immaginario degli utenti finali.

Attenzione, però, l’aggressività del Guerrilla Marketing non deve sfociare in gesti illegali, ma solo eclatanti o che comunque colpiscano l’immaginario del destinatario. Uno dei primi esempi risale al 1994, quando fu divulgata on-line la leggenda metropolitana secondo cui erano stati ritrovati i filmati di 4 cineasti scomparsi anni prima in una foresta del Maryland. Il sito web che si occupava del caso era in realtà un trucco di Guerrilla Marketing per il lancio del film “The Blair Witch Project”. L’attesa era stata creata, la curiosità anche, il film fu un successo al botteghino: obiettivo centrato.

Se vogliamo tracciare delle caratteristiche fisse del Guerrilla Marketing, dobbiamo rifarci alla pubblicazione di Levinson, che le elenca come segue:

  • Il guerriglia marketing è uno strumento adatto agli imprenditori che non dispongono di grandi budget (stanziamento pubblicitario limitato)
  • L'investimento nel guerriglia marketing si basa sul tempo, l'energia e l'immaginazione anziché sul denaro
  • Il metodo per misurare gli affari realizzati attraverso il guerriglia marketing è in termini di profitto anziché di vendite
  • Inoltre, il metro di giudizio è determinato dal numero di nuove relazioni instaurate ogni mese
  • È necessario creare uno standard di eccellenza realizzato attraverso focus specifici, anziché diversificare l'offerta con diversi prodotti e servizi
  • È necessario puntare a incrementare il numero di accordi commerciali con acquirenti esistenti, anziché concentrarsi sull'acquisizione di nuovi acquirenti
  • Dimenticare la competizione e concentrarsi sul modo di cooperare con altre tipologie di affari
  • Il guerriglia marketing deve essere sempre una combinazione di diversi metodi di marketing
  • Utilizzare le tecnologie esistenti come strumento per rafforzare il proprio marketing

In Italia questo strumento è arrivato, come spesso accade, un po’ in ritardo, negli anni 2000, con i primi casi di “bufale” a scopo pubblicitario, ma si sta evolvendo rapidamente, con azioni pubblicitarie che prevedono ad esempio di tappezzare città o luoghi-simbolo con volantini o elementi che creano attesa e rimandano al marchio da sponsorizzare.

Di seguito qualche esempio:

 

 

Leggi tutto...

IL BAR DOVE SI PUO' SCRIVERE SUI MURI

Chi di noi non ha mai sognato di scarabocchiare su tavoli, tovaglioli e muri? Anche solo per spirito ribelle adolescenziale, in tanti abbiamo desiderato lasciare (e a volte lasciato sul serio) la nostra “impronta” in luoghi particolarmente significativi per le nostre vite: un bar, un parco, un ristorante, …

Anche l’usanza dei lucchetti a Ponte Milvio (Roma) deriva da questo desiderio di lasciare qualcosa di sé che ricordi un amore o un evento speciale. Ed ecco che un locale, a Londra, ha deciso di sfruttare lo spirito artistico dei suoi clienti ed esaudire, contemporaneamente, il loro desiderio di lasciare il segno.


Si chiama “The Doodle Bar” (tradotto: il bar dello scarabocchio) ed è situato all’interno dello spazio Testbed1, un’area artistica che ha recuperato un vecchio spazio industriale abbandonato nel quartiere di Battersea. E la scelta della location non è affatto casuale: qui, infatti, si ritrovano i londinesi più al passo coi tempi , che seguono e spesso creano l’arte e la moda del momento.

Al Doodle Bar non solo è lecito, ma anche incoraggiato scrivere sui muri, allestiti in ardesia e predisposti con gessetti, pennarelli e colori. Così, chiunque può lasciare una frase (memorabile o meno), un disegno, una grafica, seguendo l’ispirazione del momento, tra un drink e un piatto gourmet.
Si, perché in questo locale si sperimenta non solo sulle pareti, ma anche a tavola .


Un’idea sicuramente da copiare, anche per far divertire i più piccoli, che solitamente al ristorante si annoiano e decidono di colorare pareti e mobili di loro spontanea volontà.

Leggi tutto...

IL PACKAGING FA IL MONACO

Nel marketing spesso la confezione conta più del contenuto, almeno ad un primo approccio con il proprio target di clientela. Come nella pubblicità, la prima cosa che si vede deve colpire l’occhio del cliente per avvicinarlo al prodotto.

Leggi tutto...

L'abbinamento perfetto

Ha del geniale l'idea grafica dedicata a questa azienda vinicola per pubblicizzare i propri prodotti. Nel gesto classico del brindisi, infatti, si crea con la texture del vino l'immagine dell'abbinamento alimentare consigliato.

Leggi tutto...

Il gadget giusto

Spesso basta un gadget, un omaggio, un semplice oggetto con la grafica giusta a fare la differenza per la vostra attività commerciale.E' quello che è successo, ad esempio, per questa catena di palestre, che ha scelto di regalare ai propri iscritti (ma anche soltanto a chi veniva a chiedere informazioni) questa bustina personalizzata.

Leggi tutto...

“THE OCCASIONAL WIFE”, UN’IDEA IMPRENDITORIALE VINCENTE

L’idea arriva da Kay Morrison, ex imprenditrice alberghiera di New Orleans in pensione che, dopo l’ennesima discussione casalinga ha capito di aver bisogno di una “moglie occasionale”. E proprio “The Occasional Wife” è il nome che ha dato a questo nuovo concept di azienda di consulenza e servizi per famiglie.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS