ISTAT: OCCUPAZIONE SU A GIUGNO

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ISTAT il tasso di disoccupazione a giugno è sceso all'11,1% (- 0,2 punti rispetto a maggio), tornando allo stesso valore dell'aprile scorso e di settembre-ottobre 2012. 

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Startup: sempre più finanziamenti

Negli ultimi 4 anni i finanziamenti alle startup innovative, erogati dal Fondo Garanzia per le PMI, sono stati in tutto 477.070.202 €.
Una cifra importante, che riflette l’aumento costante, dal 2013, di questo tipo di imprese.
I dati sono stati diffusi dal Mise con il secondo rapporto trimestrale 2017 sull’accesso al fondo da parte di startup, PMI innovative e incubatori certificati.
In questo ultimo trimestre preso in esame, inoltre, le operazioni di finanziamento approvate dal Fondo sono aumentate rispetto a quelle rilevate in precedenza, raggiungendo il numero più alto di sempre: 403.


(fonte: Italia Oggi Sette)

In maggioranza le imprese che hanno richiesto questo tipo di finanziamento sono ubicate al Centro-Nord del Paese, con, al primo posto, la Lombardia con 588 operazioni. Seguono: Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.
A facilitare questa fruizione sono i metodi, semplici e veloci, per le startup iscritte al registro delle imprese che hanno un accesso preferenziale. I requisiti vengono verificati rapidamente e tutte le comunicazioni avvengono via e-mail.
La garanzia sui finanziamenti bancari viene concessa a titolo gratuito e l’importo massimo garantito per ogni azienda è di 2,5 milioni di euro.

 

Fonte: Italia Oggi Sette

 

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Giovani Imprenditori Verona

Giovani Imprenditori Confcommercio Verona

Il Gruppo rappresenta unitariamente i Giovani Imprenditori del Commercio, del Turismo, dei Servizi e delle Piccole e Medie Imprese di Verona e si propone di: - promuovere e favorire la crescita imprenditoriale - stimolare nei Giovani Imprenditori lo spirito associativo - promuovere ed organizzare iniziative per la città - rappresentare e tutelare gli interessi della giovane imprenditoria - il supporto all’imprenditore in ogni fase: dallo start-up di impresa al consolidamento delle competenze professionali fino al passaggio generazionale .

Via Sommacampagna, 63/H - 37137 Verona

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Il Gruppo

Michele ROSSETTO

Presidente

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Supermercati Rossetto – catena di supermercati.

Emanuel BALDI

Vicepresidente vicario

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Coffee and wine – pubblico esercizio.

Roberta FARINATI

Vicepresidente

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Mobilificio San Marco - mobilificio.

Davide FURLANI

Vicepresidente

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Agenzia Vittoria Assicurazioni – agente di assicurazioni.

Gianluca MOLONE

Consigliere

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Azienda Sì intermediazioni di imprese – agente immobiliare.

Silvia PLACEREANI

Consigliere

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Studio di Avvocati Placereani - avvocato.

Andrea POZZERLE

Consigliere

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Lepanto Spa – concessionaria autoveicoli.

Michela SARTORI

Consigliere

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Bottega dal Giglio – alimentari.

Luigi BOSCOLO BARIGA

Consigliere

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Report legale – consulenza finanziaria.

Luca DALLA VECCHIA

Consigliere Cooptato

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Dalla Vecchia Trattori – vendita macchine agricole.

Antonio LEONE

Consigliere

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Pizzeria Leone – ristorante pizzeria.

 

I Nostri progetti

SCUOLA PER L'IMPRENDITORIA

Fare impresa è una “missione di vita”, un impegno quotidiano che deve essere sostenuto da un’adeguata preparazione. Scuola per l’Imprenditoria dedica alla crescita personale di chi fa impresa i nuovi corsi esperienziali 2017. La formula è innovativa, concreta, unica nel suo genere e prevede, oltre agli incontri a tema, l’identificazione e la realizzazione di un’impresa sportiva da compiere come sfida di crescita manageriale (settembre 2017) e un’entusiasmante celebrazione finale. La metodologia è quella della formazione esperienziale, che garantisce l’apprendimento pratico di nuove competenze ai protagonisti del nostro territorio: sarà l’Impresa di chi fa Impresa. Il percorso prevede: 4 MODULI DA 8 ORE 1 GIORNATA DI ESPERIENZA OUTDOOR 1 MEZZA GIORNATA DI CONVENTION

 


 

 

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Aziende e passaggio generazionale

Secondo pmi.it gli imprenditori italiani con più di sessant’anni sono il 60% del totale.
Sapete cosa significa questo? Che a breve saremo testimoni di un passaggio generazionale massivo nelle aziende italiane.
Sempre secondo i dati del sito citato “circa il 70% desidera lasciare l’azienda a un familiare, mentre una percentuale significativa è restia ad abbandonare il proprio ruolo. Solo il 25% delle imprese sopravvive alla seconda generazione di imprenditori e solo il 15% alla terza”.
Ma perché questo momento è così cruciale (soprattutto per i giovani imprenditori)?
Innanzitutto perché implica il trasferimento di know-how da una generazione all’altra, un patrimonio di competenze e abilità che andrebbe trasmesso ai propri successori nel corso del tempo, con la giusta formazione in azienda ed un periodo di affiancamento, nel migliore dei casi.
Essendo un momento così delicato per il futuro di un’azienda (e per i posti di lavoro in ballo, non dimentichiamolo), possiamo cercare di analizzarne le fasi clou da tenere bene a mente per non commettere errori.

MOTIVAZIONE
Si tratta di un fattore fondamentale, ma spesso ignorato da chi lascia la propria azienda in mano agli “eredi”. Si da per scontata la volontà di figli o nipoti di seguire le orme del proprio predecessore, ma a volte non è così e il passaggio si trasforma in imposizione (implicita o esplicita). Quando ciò avviene il fallimento dell’impresa, o una sua crisi, sono dietro l’angolo, specie se il titolare precedente si allontana del tutto dall’azienda.

CONVIVENZA
Una altro problema è rappresentato dalla scarsa volontà dell’imprenditore di prima generazione di passare il testimone, magari ritenendo i propri successori inadeguati o rimandando costantemente il passaggio. In questi casi la convivenza rischia di essere non solo difficile, ma anche dannosa per l’azienda, con continui rimpalli di responsabilità e confusione nei ruoli.
La vecchia guardia può essere un punto di riferimento strategico e operativo, ma non deve mantenere uno status quo che può causare confusione e problemi in azienda e/o in famiglia.
Un altro caso dal quale guardarsi è la coesistenza di più successori, con il rischio di conflitti e gelosie nell’assunzione di mansioni e responsabilità. 

TEMPISTICHE
Visto l’avanzare dell’età che non risparmia nessuno e gli imprevisti della vita, l’imprenditore anziano deve per forza di cose giocare d’anticipo e predisporre il passaggio nei tempi giusti. Una volta stabilito che i figli (o chi per loro) vogliono effettivamente subentrare in azienda, andrà predisposto un passaggio graduale, prevedendo l’affiancamento da parte di un tutor (una figura con lunga esperienza di vita nell’azienda che ne segua e favorisca la crescita imprenditoriale) e la valutazione per step della seconda/terza generazione da parte di una figura esterna con un certo distacco emotivo.

ALTERNATIVE
Nel caso in cui gli eredi non presentino la volontà o le capacità necessarie a subentrare in azienda, l’imprenditore titolare dovrà prenderne atto e attuare un “piano B”. Uno di questi è la cessione o successione ad altri soggetti, esterni al nucleo familiare, ma magari già interni all’ambiente lavorativo.
Oppure si può optare per il coinvolgimento di professionisti esterni innanzitutto per valutare competenze e orientamenti dei successori designati, poi anche nel ruolo di supervisori e coordinatori della transizione.
I professionisti in questo campo possono produrre un piano strategico e d’azione per la successione, articolato in fasi ed attività. 
Infine, non è inconsueto l’inserimento in azienda di un temporary manager, un direttore generale temporaneo che coadiuvi il passaggio gestendo l’azienda durante la transizione, formando i successori e rivedendo, se necessario, la struttura aziendale.

Fonte: pmi.it

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