WHATSAPP BUSINESS È REALTÀ

Lo sapevamo già da qualche tempo ma oggi Whatsapp Business è realtà.
L’app di messaggistica di proprietà di Facebook con oltre 1,3 miliardi di utenti, è ora scaricabile da dispositivi Android (e presto anche iOS), gratuitamente per piccole attività e aziende.
Si potrà utilizzare per semplificare la comunicazione e l’assistenza ai propri clienti, distinguendo il profilo privato da quello professionale, con un nome, descrizione e indirizzo (fisico e web) relativo all’azienda.
WhatsApp Business, può essere già scaricata sul Play Store di Google (e presto lo sarà sull'App Store di iOS) in Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti.
Verrà resa disponibile anche in altri paesi del mondo nelle prossime settimane.
Rispetto alla versione “privata” che siamo abituati ad usare ci sono altre funzioni, come ad esempio: le risposte rapide per rispondere velocemente alle domande frequenti, i messaggi di benvenuto per presentare la propria attività ai nuovi clienti, e i messaggi d'assenza per far sapere quando non siamo disponibili.
Si possono anche creare della risposte immediate e automatiche che ad esempio illustrano subito disponibilità di prodotti, orari di apertura e di chiusura, ecc... 
Infine, la app è dotata di una funzione “statistiche” per valutare le nostre performance e costruire strategie di messaggistica sempre più affinate a seconda del business.
Anche WhatsApp Business è disponibile via Web (per pc e per Mac OS), come nella versione base, che permette di lavorare direttamente dal proprio computer.

Per creare un account business verificato basterà associare il numero di telefono della propria azienda.

Fonte: repubblica.it

Leggi tutto...

PREMIO INNOVAZIONE 2017

Ieri, 14 dicembre 2017, è stato assegnato l'annuale Premio Nazionale per l'Innovazione nei Servizi, organizzato in collaborazione con la Fondazione COTEC (Fondazione per l'innovazione tecnologica). Giunto alla sua nona edizione, il premio intende valorizzare e sostenere le migliori capacità innovative e creative di aziende al fine di favorire la crescita della cultura dell'innovazione del Paese.

Leggi tutto...

IKEA e la Gig Economy

TaskRabbit Inc., era una piccola start-up responsabile, insieme a poche altre realtà, della nascita di un nuovo tipo di economia digitale: la cosiddetta “gig economy”.
Ne abbiamo parlato anche in passato, l’economia “dei lavoretti” riguarda un tipo di lavoro a richiesta effettuato un po’ per arrotondare, un po’ per monetizzare capacità specifiche altrimenti non sfruttate.
Negli ultimi tempi è cresciuta del 26% nell'ultimo anno, soprattutto negli Stati Uniti, ma comincia a crescere anche in Europa.
In particolare TaskRabbit dedica le proprie risorse e competenze (60 mila lavoratori disponibili tramite web application e mobile app) all’assemblaggio dei mobili IKEA per chi non ha tempo o modo di farlo da sé.
Gli altri “lavoretti”, sempre molto richiesti, sono cose come l’aiuto per la spesa, le pulizie di casa e piccole riparazioni.


Il gigante Svedese non si è fatto attendere e ha annunciato l’acquisizione di TaskRabbit per migliorare il servizio ao propri clienti, aggiungendo il montaggio come opzione oltre all’acquisto on-line (come, peraltro, accade su Amazon in alcuni casi).
Secondo il Financial Times Ikea si sarebbe posta come traguardo 50 miliardi di fatturato totale entro il 2020, di cui almeno il 10% derivante dalle vendite online.
I lavoratori di TaskRabbit (chiamati Taskers ) continueranno a lavorare per il momento solo negli USA e in Inghilterra, ma con l’arrivo di IKEA le opportunità di lavoro potrebbero espandersi anche in altri paesi.
La strategia di IKEA pare dunque sempre più volta all’innovazione delle vendite anche tramite la nuova app IKEA Place che, tramite la realtà aumentata permette di posizionare i mobili all’interno della propria abitazione per vedere l’effetto finale.

Fonte: Ninja Marketing

Leggi tutto...

E-COMMERCE: TEMPI MATURI ANCHE IN ITALIA

L’e-commerce entra in fase di maturità anche in Italia.
Secondo i dati della diciottesima edizione 2017 dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano (in collaborazione con Netcomm) sarebbero due i fatti che spingono a ritenere i tempi maturi anche nel nostro Paese: per la prima volta il valore dei prodotti supererà quello dei servizi (52% contro 48%) ed un tasso di crescita generalizzato soprattutto per l’acquisto on-line di servizi (+7%) e beni fisici (+28%).
Si stima che entro fine anno il valore di beni e servizi acquistati online supererà i 23,6 miliardi (+17% sull’anno precedente).
Quasi a sorpresa, i prodotti che registrano gli aumenti più considerevoli sono gli ultimi in ordine di tempo ad essere sbarcati sulle piattaforme on-line, come l’alimentare (confezionato e fresco) con un +43% e quasi 850 milioni di vendite e l’arredamento con un +31% e quota 905 milioni.
Colonne portanti del commercio elettronico restano comunque l’elettronica di consumo e l’abbigliamento, come si evince dal grafico del Sole 24Ore

Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio osserva: «Se in passato il driver di crescita era il prezzo oggi è l’ampliamento dell’offerta il fattori chiave, diventa sempre più completa e ha un effetto traino soprattutto nei settori emergenti. A guidare le scelte c’è inoltre il servizio sia come, per esempio, l’esperienza d’acquisto o la consegna al piano nell’orario preferito».
Chi dunque si immette oggi nel mercato delle compravendite on-line investe soprattutto per migliorare l’esperienza d’acquisto rendendola il più possibile facile e immediata.
Non a caso il gigante del settore, Amazon, sta investendo massicciamente nella logistica creando lungo la penisola una rete di nuovi magazzini e, secondo alcune voci di corridoio, si starebbe dotando anche di un propria flotta di mezzi per coprire l’ultimo miglio verso i clienti.
La convenienza dell’offerta on-line resta un caposaldo per gli acquirenti, come dimostra il successo di piattaforme come Cashback world di Lyoness che permette di risparmiare restituendo una quota in denaro sugli acquisti fatti presso i siti web convenzionati.
I seller stanno investendo molto anche nell’export, per cui quest’anno si raggiungeranno i 3,5 miliardi di euro (+19%) soprattutto verso altri mercati europei e gli Usa, trainato da turismo e abbigliamento Made in Italy.

Fonte: IlSole24Ore 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS