Europa News del 30.03.2017

OPPORTUNITÀ’ FINANZIAMENTI EUROPEI (clicca qui)

 

 

FUTURO DELL’UE

60° Anniversario della firma dei Trattati

A pochi giorni dalla presentazione del Libro bianco sul futuro dell’Europa, il 25 marzo i 27 Capi di Stato e di Governo hanno firmato la “Dichiarazione di Roma” nell’ambito dei festeggiamenti per il60° Anniversario della firma dei Trattati che hanno dato vita alla comunità economica europea e all’Euratom. Nella Dichiarazione viene definita una visione comune per gli anni a venire e sottolineato che l'Ue è un'Unione unica, dotata di istituzioni comuni e di forti valori, una comunità di pace, libertà, democrazia, fondata sui diritti umani e lo stato di diritto, una grande potenza economica che può vantare livelli senza pari di protezione sociale e welfare. I leader hanno dichiarato che, consapevoli delle preoccupazioni dei cittadini dell'UE, si impegnano per la realizzazione del programma di Roma e hanno promesso di adoperarsi per: - un'Europa sicura; - un'Europa prospera e sostenibile; - un'Europa sociale; - un'Europa più forte sulla scena mondiale.

Anche Confcommercio ha contribuito alle celebrazioni dei 60 anni, sostenendo e partecipando ad un evento su “l’Impatto dell’integrazione europea sulla crescita delle aziende”, organizzato dal giornale online EuNews. L’incaricato per le Politiche Ue, Alberto Marchiori, è intervenutosottolineando come la Confederazione creda molto nell'Ue fin dai tempi del Presidente Orlando. "La vita delle imprese - ha detto Marchiori - è cambiata in meglio con il mercato unico ma il problema è che ora si è creato un eccesso di burocrazia e una forte carenza di rappresentanza politica". "Noi vogliamo che i nostri imprenditori si sentano più europei e dobbiamo fare azioni di rappresentanza più forti a Bruxelles". Marchiori ha concluso il suo intervento sottolineando che "i mali non sono tutti in Europa, eliminiamo quelli a casa nostra e evitiamo che Ue ne crei altri". (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

 

BREXIT

I negoziati per l’uscita

Mercoledì 29 marzo l'Ambasciatore Tim Barrow ha consegnato nelle mani del Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk la lettera firmata da Theresa May per l'attivazione dell'articolo 50. L’obiettivo del Regno Unito è quello di raggiungere un forte partenariato con l’Ue sia in campo economico che in quello della sicurezza. La volontà è anche quella di avere contemporaneamente sia i negoziati per l’uscita che quelli riguardanti la relazione futura. Secondo la May, i principi secondo cui i negoziati dovrebbero svolgersi sono: - cooperazione; - importanza dei diritti dei cittadini; - un accordo di uscita esauriente; - importanza della certezza del diritto per i cittadini e le imprese nei 27 Stati membri; - inizio rapido delle discussioni a livello tecnico.

Il 29 aprile, i Capi di Stato e di Governo dei 27 paesi si riuniranno in Consiglio al fine di approvare gli orientamenti del futuro negoziato e fissare i limiti. A metà maggio, il Consiglio Affari generali, che riunisce i Ministri degli Affari europei, inizierà le discussioni tecniche in collaborazione con Michel Barnier, incaricato dalla Commissione europea per i negoziati sul Brexit. Le modalità di uscita: I 27 si concentreranno sulle modalità di uscita del RU (futuro dei funzionari britannici, partecipazione al bilancio Ue e trattative sulle spese impegnate, ecc.). Sulle spese, la Commissione europea ha stimato che il RU dovrà restituire circa 60 miliardi € all’Ue, ipotesi respinta dai Britannici. Dall’autunno 2017 all’inverno 2018, i 27 dovrebbero poi negoziare il tipo di relazione/accordo che ci sarà dopo la ratifica dell’accordo sulla fine dei negoziati previsto per il 29 marzo 2019. Questo sarebbe il percorso di successo dei negoziati. Se invece non c’è accordo dopo i due anni perché i tempi sono stati troppo brevi, il Consiglio può decidere di prolungare tale periodo. Se invece non c’è intesa e quindi un vero e proprio blocco dei negoziati, in questo caso l’incertezza giuridica è totale. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

Incertezza sui fondi strutturali

Per il periodo 2007-2013, gli Stati possono inviare le domande di rimborso alla Commissione fino al 31 marzo 2017, gli ultimi pagamenti potranno essere eseguiti fino al 2018-2019, secondo la Commissione europea. Il 29 marzo il RU notifica ufficialmente la sua intenzione di lasciare l’Ue, aprendo il periodo di negoziato di due anni per le trattative sul divorzio. Il “buco” lasciato da questa partenza nel budget europeo è stimato a circa 10 miliardi di euro all’anno che dovrà essere colmato da un aumento dei contributi degli Stati e/o da una diminuzione delle spese.

Alcuni studi, elaborati da Think tank europei (European Politicy Centre, European Politices Research Centre e l’Institut Jacques Delors), dimostrano che il rischio finanziario maggiore potrebbe colpire la Politica di coesione. In effetti, per le regioni la prima preoccupazione riguarda la continuità dei programmi del periodo 2014-2020 con l’incertezza sul fatto che il Regno Unito potrebbe smettere di contribuire al Budget Ue da aprile 2019. Tale ipotesi è menzionata apertamente nel rapporto del Parlamento britannico che cita un parere giuridico secondo cui il RU potrebbe lasciare l’Ue senza dovere rispondere agli obblighi finanziari non pagati del budget Ue. Inoltre, come già previsto, una grossa parte dei pagamenti relativi al periodo 2014-2020 sarà in realtà effettuata dopo il 2020. Quindi se il RU accetta di contribuire al Budget UE fino alla fine del 2020, il problema rimane fino al 2025 poiché le ultime domande di rimborso per il periodo 2014-2020 dovranno essere fatte alla Commissione europea entro il 31 luglio 2024.

È chiaro che il problema si porrà principalmente per il Post-2020 della Politica di coesione,l’Institut Jacques Delors ha calcolato che un aumento dei contributi degli Stati costerebbe alla Francia, contributore netto alla politica di coesione, circa 640 milioni di euro aggiuntivi. Ma l’impatto maggiore sarebbe per l’Italia, la Germania, I Paesi-Bassi e la Svezia. Sempre secondo l’Istituto francese, “nell’insieme tramite i grandi Stati membri dell’Ue, c’è una forte coalizione a favore di una riduzione delle spese attraverso una riforma globale della politica di coesione Ue”. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

POLITICA DI COESIONE

Nuovo strumento per sostenere le regioni vittime della globalizzazione

La Commissaria responsabile della Politica regionale, Corina Cretu, nell’ambito di una visita nella Regione vallone nel sud del Belgio il cui obiettivo era di riaffermare il sostegno della Commissione europea alla riconversione economica della regione, si è espressa sul caso specifico della chiusura del sito Caterpillar (circa 4000 posti di lavoro). Entro metà maggio, la Commissaria presenterà un documento di riflessione sul controllo della globalizzazione proponendo di istituire un nuovo “fondo” (Fondo Caterpillar) che, contrariamente all’attuale fondo di aggiustamento alla mondializzazione, non sarà dedicato al sostegno dei lavoratori di un’impresa specifica, ma mirerebbe alla riconversione di una regione nel suo insieme. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

Il futuro della politica di coesione dopo il 2020 secondo il CCRE

Martedì 28 marzo, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (CCRE) ha organizzato unevento sul futuro della politica di coesione post-2020. Rappresentanti istituzionali locali, regionali ed europei insieme hanno discusso gli aspetti chiave del futuro della Politica di coesione dopo il 2020. Il CCRE ritiene che, mai come ora, l’Ue ha estremo bisogno della partecipazione attiva dei suoi territori. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

FINANZIAMENTI

Piano Junker, mobilitati 177 miliardi di euro di investimenti complessivi

Secondo la Banca europea per gli investimenti (BEI), il Piano Junker, giunto al suo secondo anno di vita, raggiungerà la cifra di 177 miliardi di euro di finanziamenti complessivi, grazie alle somme stanziate per PMI dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI). Il Piano, per sostenere il basso tasso di crescita degli investimenti nel continente, arriva così a coprire più della metà dell’obiettivo di 315 miliardi. In particolare, sono stati approvati più di 450 progetti in tutti i Paesi membri per un totale di 32 miliardi di euro. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

MERCATO DEI CAPITALI

Consultazione pubblica su FinTech per un settore finanziario europeo più competitivo e innovativo

Il Fintech – l’impatto della tecnologia sui servizi finanziari – sta avendo uno sviluppo impetuoso e questo apre nuove sfide per gli operatori tradizionali, ma anche opportunità a consumatori e imprese. La Commissione europea che ha presentato nei giorni scorsi il suo Piano di azione sui “Consumer Financial Services“ e ha lanciato una consultazione pubblica. I portatori di interesse avranno tempo fino al 15 giuno per rispondere. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

TURISMO

Politica dei Visti: la commissione TRAN sottolinea l'importanza del turismo

Mercoledì 22 marzo si è tenuto presso la commissione TRAN del Parlamento europeo un dibattitorelativamente alle politiche dei visti. Il deputato Istvan Ujhelyi, presidente della Task Force turismo e primo vice-presidente della commissione TRAN, ha sottolineato la importanza del settore turismo, che "impiega oltre 20 milioni di persone in Europa".  Ujhelyi ha inoltre dichiarato che: "un internazionalismo pragmatico deve prevalere rispetto al rigore procedurale. È necessario arrivare alla conclusione del trilogo sul Codice dei Visti, separando il Visto Umanitario in una apposita legislazione; ed avere una chiara strategia rispetto alla questione della reciprocità tra Stati Uniti ed Unione Europea". (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

ENERGIA

Trovato l’accordo sulla nuova etichettatura energetica dei prodotti

Martedì 21 marzo Parlamento e Consiglio UE hanno trovato l’accordo relativamente alla revisione della Direttiva quadro sulla etichettatura energetica dei prodotti. La revisione porterà alla sostituzione delle attuali etichette, in particolare A+++, considerate poco interessanti per favorire il consumatore all’acquisto con una nuova scala dalla A alla G, con le prime due classi tenute libere. Il testo finale dell’accordo evita alcune delle misure più complesse e pesanti per i rivenditori di prodotti elettrici, che erano state ipotizzate nel corso della revisione. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

OCCUPAZIONE

Scambio di opinioni in Parlamento europeo con la Commissaria Thyssen in commissione EMPL

Lo scorso 23 marzo in commissione EMPL la Commissaria Thyssen ha presentato agli eurodeputati la proposta della Commissione europea relativa al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e sul Regolamento 987/2009, in vista dell’elaborazione del report da parte del Parlamento europeo. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

DIGITALE

Nuove linee guida europee in materia di roaming

L’Organismo Europeo che riunisce gli enti regolatori in materia di comunicazione elettronica a livello europeo (BEREC) ha pubblicato lo scorso 28 marzo delle nuove linee guida che dovrebbero servire per risolvere alcuni dei problemi attesi dalla ormai prossima fine dei costi di roaming nell’UE. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

A cosa servirebbe la definizione a livello UE del concetto di Piattaforme Digitali  

Lo scorso 20 marzo, nel corso di una riunione congiunta delle Commissioni IMCO ed ITRE del Parlamento UE si è discusso della possibilità, sostenuta dal report Juvin e Virkunnen e in linea con quanto prospettato dalla Commissione UE, di adottare una definizione europea del concetto di piattaforma digitale, come strumento utile a superare l’attuale frammentazione del mercato UE. I MEPs sono però lontani da un accordo sul punto. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

CONSUMATORI

Regole più forti per tutelare i consumatori dalle truffe online 

Lo scorso 21 marzo la Commissione IMCO del parlamento UE ha definito una serie di emendamenti volti a rafforzare la Proposta di regolamento della Commissione in materia di rafforzamento della collaborazione fra le diverse autorità nazionali per dare maggiore tutela ai consumatori contro le truffe on-line. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Ultima modifica ilGiovedì, 06 Aprile 2017 17:02