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Casa Amettler: dalla Spagna la catena del km 0

Casa Ametller Sense Intermediaris - Spagna

Tendenza chiave: Greentailing
Il Km 0 cresce e diventa catena, per raggiungere masse critiche adeguate e senza tradire i valori e l’approccio originario: biologico, salutare e con un ottimo rapporto qualità - prezzo

Dati chiave
Format: negozio alimentare Km 0
70+ negozi
400 mq sup media (da 200 a 600mq)
100+ mln € fatturato
 
L'opportunità
Seguendo la crescita del greentailing e del salutismo, il mercato dei prodotti bio, a Km 0 e venduti sfusi è in forte sviluppo in diversi paesi. In Spagna Casa Ametller offre prodotti alimentari ‘Sense intermediaris’ (senza intermediari), controllando e garantendo la catena della distribuzione ed eliminando quei costi che non aggiungono valore al prodotto. Il concept è il risultato dell'integrazione verticale di tutti i processi per poter diventare un riferimento sul mercato per la produzione e distribuzione di prodotti biologici salutari, venduti ad un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Il concept
Casa Ametller si autodefinisce ‘la tua casa di campagna del 21° secolo’, capace di integrare tradizione e innovazione. Il primo negozio Casa Ametller è stato aperto da due fratelli, la cui famiglia si dedica all'agricoltura da due secoli, nella regione spagnola di El Penedès con il motto ‘produciamo per voi’. L’assortimento è soprattutto focalizzato sui freschi, prodotti biologici e di alta qualità, frutta e verdura, prodotte direttamente nella tenuta. Sono state anche selezionate alcune partnership per integrare l'assortimento, come carne fresca, olio d'oliva, cioccolata e cibi in scatola. Più recentemente sono state create anche nuove linee per creare una maggiore segmentazione dell’offerta.
L'azienda punta su sostenibilità e salute ed utilizza tricicli elettrici per le consegne a domicilio. Come importante elemento di servizio e per diffondere una cultura alimentare sana, l’azienda collabora con un staff di nutrizionisti e propone periodicamente corsi di cucina sana ‘El Taller de Casa Ametller’, mettendo poi a disposizione le ricette anche sul sito.
Mediamente l'azienda sta crescendo del 20% di anno in anno e ha superato i 100 milioni di fatturato. L’obiettivo è ora di espandere la catena dalla Catalogna in tutta la Spagna raggiungendo i 100 negozi.
 
Chiavi dell’innovazione
• Km 0 sviluppato in chiave di catena
• Nutrizionisti, corsi di cucina salutare e ricette online

 Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente
 

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Bilder & de Clercq: pasti salutari, etici e veloci

Bilder & de Clercq - Olanda – Amsterdam

Tendenza chiave: Efficienza per i clienti
Tendenza complementare: Servizio 360°

Proposte per il pasto salutari, etiche, semplici e veloci, da scegliere e consumare in negozio o a casa, grazie a un concept innovativo strutturato per isole tematiche dedicate alle ricette
Vincitore dell’Ebeltoft Retail Innovation Award

Dati chiave
Format: supermercato con caffetteria
2 negozi
200 mq
2013: prima apertura

L'opportunità
Gli stili alimentari delle società occidentali, soprattutto non mediterranee, stanno consolidando la tendenza verso cibi salutari, ma anche semplici e veloci da preparare. Le aspettative dei clienti, in particolare nei target più moderni e urbani, sono quelle di poter acquistare dei prodotti-servizi pensati in termini di soluzioni per il pasto. La guida alla preparazione è sempre più importante vista la progressiva disaffezione alla cucina. Cogliendo questa opportunità Bilder & de Clercq ad Amsterdam si distingue dalle insegne tradizionali perché offre soluzioni pratiche e concrete per i pasti, dimostrando che è comunque possibile mangiare bene e in modo sano anche senza essere capaci di cucinare e con poco tempo a disposizione.
Il concept
Bilder & de Clercq deve il nome alla posizione del primo negozio aperto: si trova all'angolo tra la Bilderdijkstraat e la De Clercqstraat, due vie di un quartiere trendy di Amsterdam, abitato da molti giovani-adulti e single. Contrariamente al layout tradizionale, che prevede una disposizione dei prodotti suddivisi in base alla categoria, nel supermercato i clienti trovano 7 isole, ognuna delle quali è dedicata a due ricette, con tutti gli ingredienti necessari e tutte le informazioni dettagliate relative alla preparazione di quel piatto, la cui immagine campeggia in alto a mo’ di insegna. In linea con il target di riferimento i piatti sono semplici e veloci da preparare, in genere per due persone (a volte per una) e gli ingredienti sono dosati e venduti ‘sfusi’, ad esempio c’è il sacchettino con 200 grammi di riso o 300 grammi di pomodorini freschi. Questo aspetto consente ai loro clienti, che in genere non cucinano frequentemente, di evitare sprechi di prodotti che vanno in scadenza e anche di risparmiare spazio in appartamenti mediamente piccoli.
Le ricette, aggiornate mensilmente, vengono predisposte da due chef, privilegiando prodotti freschi, stagionali e a Km. 0, con piccole note di creatività apportate da aromi e spezie particolari. La scelta delle ricette prevede sempre un mix di primi, secondi e dessert per offrire la possibilità di un pasto completo. Le informazioni di ogni ricetta, sintetiche e chiare, evidenziano 4 elementi chiave: per quante persone, il costo finale per persona, se di tratta di un primo/secondo/dessert, se è un piatto per vegetariani. A richiesta sono disponibili anche le ricette in inglese.
Il negozio offre inoltre, con un’esposizione più tradizionale a scaffale, una selezione di vini di qualità, pane fresco, dessert, articoli da cucina e prodotti biologici come marmellate e olio d'oliva. E’ disponibile una linea di surgelati naturali per bambini, realizzati da una gastronomia artigianale e anche linee etiche, come cioccolata ‘slave free’ (senza lavoro minorile) e carbon free (cacao spedito solo con barche a vela dalle Antille) o biscotti realizzati da persone diversamente abili.
L’area del supermercato è integrata con quella della caffetteria, che offre snack e panini freschi e garantisce un flusso di traffico costante durante la giornata, visto che la maggior parte delle persone fa la spesa per la cena, soprattutto di questo tipo, dopo il lavoro. L’ambiente è accogliente, grazie all’uso del legno per gli arredi e la struttura a isole rimanda all’esperienza ‘esplorativa’ tipica dei mercatini.
Dopo il primo negozio ne è stato aperto un secondo ed entrambi stanno superando le aspettative dei proprietari. Per il futuro si punta anche sul catering e sulla consegna a domicilio dei piatti realizzati nella cucina (a vista) del negozio, dove gli chef nel fine settimana mostrano come preparare i piatti. Bilder & de Clercq ha già lanciato con successo negli uffici di Google ad Amsterdam una parete interattiva di vendita dei suoi piatti, con foto, informazioni e QR code per facilitare il sistema degli ordini dei dipendenti sia per il pranzo in ufficio che per la cena da portarsi a casa.

Chiavi dell’innovazione
• Processo d’acquisto guidato da ricette semplici e veloci (e non dai singoli ingredienti) in una logica di soluzione per il pasto
• Dimostrazioni degli chef per imparare la preparazione dei piatti
• Qualità e freschezza dei prodotti (molti Km. 0 e biologici)
• Attenzione all'ambiente, con le grammature necessarie per evitare sprechi e al sociale, con prodotti etici
• Parete interattiva per la spesa negli uffici di Google ad Amsterdam

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

 

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Jumia: come conquistare la fiducia on-line

Jumia –Nigeria - Web

Un mercato potenziale enorme, ma diffidente, quello dell’e-commerce in Africa: conquistato da Jumia con una strategia innovativa basata sul servizio a 360° che ha velocemente conquistato la fiducia dei clienti in Nigeria e altri Paesi africani

Dati chiave
Format: e-commerce non food
2012: lancio
4° sito più visitato in Nigeria
100.000 visitatori unici al giorno
500.000 fan sui social media
500 dipendenti

Tendenza chiave: Mi fido di te
Tendenze complementari: Human tech; Negozio etico
Vincitore del New Best Retail Launch Award WRC 2013
Coppa con scritto all’interno WRA 2013

L’opportunità
Uno dei principali freni sviluppo dell’e-commerce nel mondo è quello della mancata fiducia dei potenziali clienti: la sicurezza dei modi di pagamento on-line, i tempi di consegna, la qualità del customer care e quella dei prodotti ricevuti, le politiche di reso, ecc. La sfiducia è ancora più alta in mercati come quelli africani, e la Nigeria in particolare, in cui molti clienti hanno avuto esperienze non sempre positive con gli acquisti on-line e il mercato è stato inquinato da varie frodi. Jumia è una stata una start-up che ha colto l’opportunità di crescere puntando su un servizio impeccabile e affidabile.

Il concept
Fondata da due soci nigeriani con alle spalle già varie esperienze all’estero nel settore, Jumia.com vende di tutto nelle categorie non alimentari, con un’alta percentuale di prodotti di marca: abbigliamento, elettronica, libri, beauty e profumi, giochi e prodotti per bambini, fino ai servizi di biglietteria. Per attirare prima e fidelizzare poi i numerosi potenziali clienti ha costruito un modello che potesse velocemente avvicinare il concept ai clienti. Un nutrito gruppo di circa 100 addetti vendite hanno frequentato aree popolose delle città per spiegare il funzionamento del sistema al lancio. Il processo prevede un customer care attivo 7 giorni/24 ore, con dipendenti aziendali formati, i resi sono gratuiti, la logistica è gestita in proprio. Jumia usa un magazzino di 9.000 mq e garantisce consegne in tempi certi (1-3 giorni) anche nelle zone più remote del Paese, utilizzando spesso anche le moto. Il sistema di pagamento on-line è stato reso molto più sicuro grazie all’uso di un gateway predisposto da Mastercard ma è accettato anche il pagamento in contanti in contrassegno nelle sei aree metropolitane e urbane principali del Paese.
Per festeggiare il primo anno di attività Jumia ha promosso un’iniziativa sociale: un libro in regalo a bambini bisognosi per ogni libro acquistato; in seguito l’azienda ha iniziato a sostenere l’ACE Africa Charity.
Il veloce successo di Jumia ha facilitato il processo di internazionalizzazione – ora l’azienda opera anche in Egitto, in Marocco, in Costa d’Avorio, con prospettive di sviluppo nell’Africa occidentale, creando un importante circolo virtuoso che fa trattenere i talenti nigeriani e africani in patria per lavorare in questa azienda. Jumia ha vinto nel 2013 il premio come New Best Retail Launch al World Retail Congress di Parigi.

Chiavi dell’innovazione
. Rapporto di fiducia con i clienti
. Qualità delle relazioni e del customer care (dipendenti, 7/24)
. Elevati livelli di servizio: pagamenti anche contanti, resi, …
. Attenzione ai bisogni della comunità

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 9, a cura di Fabrizio Valente

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FITBAY:LA MISURA GIUSTA ONLINE

Fitbay - Danimarca

Tendenza chiave: Socialtailing

Niente più perdite di tempo per trovare online capi della propria misura e magari doverli restituire dopo la prova perché non vestono bene: la piattaforma online Fitbay e la sua community dei ‘gemelli’ orientano le scelte in modo semplice e mirato

Dati chiave
Concept: community online integrata con motore ecommerce
2014: lancio

L'opportunità
Gli acquisti online nel settore dell’abbigliamento si sviluppano, ma parallelamente cresce il disagio dei clienti di dover cercare a lungo online i capi da acquistare per poi restituirne elevate percentuali, dopo averli provati, perché la vestibilità di un capo va ben oltre la semplice taglia. Una disfunzionalità che impatta su una risorsa che per molte persone è più preziosa del denaro: il tempo. Quindi il reso gratuito (spese di spedizione incluse) non basta più per stimolare gli acquisti di un numero crescente di clienti.
In Danimarca Fitbay è una community online che vuole aiutare i membri a superare questo problema e il suo rapido sviluppo sta generando anche interessanti profitti per i suoi creatori.

Il concept
Fitbay intende facilitare la scelta dei capi da acquistare online, sia per le donne che per gli uomini, aiutandone a ‘indovinare’ la vestibilità prima di una prova fisica. Il processo di iscrizione è molto semplice: le informazioni minime richieste sono quelle relative alla configurazione del corpo, si può lasciare il proprio profilo anonimo o aggiungere varie informazioni sul proprio stile e sui brand preferiti.
La piattaforma associa il proprio profilo a quello degli utenti ‘gemelli’, facilitando scambi di opinioni e consigli sui capi da acquistare tra clienti. È anche possibile andare a sbirciare nei guardaroba virtuali degli acquisti degli utenti ‘gemelli’. E soprattutto consente di velocizzare la ricerca online filtrandola sulla base della propria taglia dettagliata. La piattaforma ha già incluso oltre 2 milioni di prodotti provenienti da numerosi siti internazionali, generando crescenti profitti dati dalle percentuali ricavate dalle vendite che transitano dalla piattaforma. Per il suo sviluppo Fitbay ha già ottenuto un finanziamento di 2 milioni di dollari.

Chiavi dell’innovazione

  • Facilitazione della ricerca online di capi in base a taglie dettagliate
  • Creazione di community per taglie
  • Semplicità e velocità di uso con condivisione dei guardaroba virtuali

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

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Lick, lo human-tech shop

Lick – Francia – Parigi
Tendenza chiave: Human Tech

Uno spazio dedicato al digitale e in particolare ad accessori inusuali e agli oggetti ‘collegati’, per offrire esperienze stimolanti e coinvolgenti

Dati chiave
2014: prima apertura
17 negozi in Francia
80-120 mq

L'opportunità
Il mondo di ‘Internet delle Cose’ e degli oggetti connessi è in forte evoluzione e affermazione: è il futuro di internet. Riguarda la possibilità di digitalizzare gli oggetti, rendendoli interattivi e capaci di ricevere e inviare informazioni alle persone sulla propria attività o il proprio stato. Gli esempi più famosi sono gli orologi connessi o il termostato come il Nest. Si prevede che entro il 2020 esisteranno 31 miliardi di oggetti connessi: un mercato potenzialmente molto redditizio. Eppure, fino a poco fa, nessuna insegna specializzata si era dedicata a questo assortimento, a parte qualche sporadica iniziativa di commercianti indipendenti. Lick a Parigi ci ha creduto: ha acquistato una rete di negozi (the Phone House) per riconvertirla e lanciare il suo concept raggiungendo velocemente una massa critica interessante.

Il concept
Lick è il primo network di negozi dedicati agli oggetti connessi. I negozi si sono dovuti adattare alle superfici della catena acquisita, decisamente piccole, ma, soprattutto nel flagship della Defense, il concept riesce a esprimere bene la cultura 2.0 declinata in chiave trendy. L’assortimento spazia dai sensori che si possono applicare a racchette da tennis o mazze da golf, per registrare i colpi e riprodurli sullo schermo a beneficio dei giocatori per facilitare il proprio miglioramento, ad eleganti corni in ceramica artigianale, che svolgono la funzione di altoparlanti naturali per gli smartphone e a confezioni bundle di cover e smalti coordinati. Poi oggetti connessi, come droni, orologi e termostati Nest, ma anche semplici portachiavi. E naturalmente anche cellulari e cover, perché il mercato degli accessori innovativi e degli oggetti connessi è ancora in fase di sviluppo. Proprio per questo uno degli intenti dell'azienda è anche quello di fungere da incubatore e promuovere piccole start-up francesi innovative di oggetti connessi. Ogni giovedì vengono così organizzate dimostrazioni di nuovi lanci, mostrando una coerenza e un impegno maggiore nell’attività, abbastanza diffusa in Francia, di spingere i prodotti nazionali.
L’ambiente del flagship è caratterizzato da luci brillanti e colorate, un'organizzazione dello spazio ‘simil-Apple store’ – negozio che si affaccia di fronte nel centro commerciale della Defence, con un Genius bar, e uno spirito molto ludico, con addetti che giocano con piccoli droni nel negozio.
Dietro al progetto Lick c’è la mano del proprietario di Extenso Telecom, azienda produttrice di accessori per la telefonia mobile e fornitrice di circa 200 negozi delle maggiori insegne in Francia (Darty, Carrefour, Bouygues Telecom…). Se dovesse decollare il mercato degli oggetti connessi Lick ne diventerebbe il riferimento naturale.

Chiavi dell’innovazione
• Specializzazione in un mercato nuovo, emergente e vergine
• Sostegno ai prodotti francesi e spazio alle demo di start-up
• Integrazione verticale con l’attività di produzione di accessori

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

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Birchbox: l'etailer della bellezza

Birchbox - USA – New York

Tendenza chiave: Multi-sensor
Tendenze complementari: Nativo digitale; Personalizzazione; Sogni accessibili
Un etailer del beauty, innovativo e di successo, apre un negozio fisico per offrire ai clienti il massimo della sensorialità e l’integrazione con il web

Dati chiave
Format: specializzato beauty cross-canale
2014: prima apertura
400 mq su 2 piani
2.000 referenze, 250 brand

Dati ecommerce
2010: lancio ecommerce
6 Paesi
800.000+ clienti abbonati alla Birchbox mensile
100.000+ clienti attivi
70 mln $ di fondi raccolti

L'opportunità
E’ un trend ormai consolidato quello che induce gli etailer ad aprire anche negozi non (solo) digitali, ma fortemente integrati con gli altri canali. Le motivazioni sono varie: il rapporto fisico che si può stabilire con i prodotti, l’ascolto e la fidelizzazione dei clienti, l’opportunità di attirare nuovi clienti (anche meno digitali), la possibilità di fare test ed esperimenti, l’utilizzo del negozio anche come punto di ritiro degli ordini e dei resi. Birchbox è nata nel 2010 con l’ecommerce del beauty, un format e dopo 4 anni ha aperto il suo primo negozio dopo una fase di sperimentazione con negozi pop-up e corner temporanei in punti vendita di ampie dimensioni. Ha creato un concept unico iper-esperienziale, un approccio cross-canale e l’offerta di vari servizi integrati.


Il concept
Birchbox ha iniziato la sua attività vendendo online prodotti di bellezza, rossetti, eye liner, creme, prodotti per viso e capelli e accessori vari. L’assortimento è costituito da brand di qualità, ma non sempre conosciuti al grande pubblico. Per questo l’azienda ha creato un sistema per stimolare la prova dei prodotti: un abbonamento mensile che garantisce una scatola con 5 campioncini, di 5 categorie diverse. Due sono le caratteristiche innovative del servizio, che costa 10$ per le donne e 15$ per gli uomini: i campioncini sono spesso delle mini-taglie, quindi di dimensioni più grandi del normale, e la composizione delle scatole è una sorpresa, per quanto indirizzata sullo stile e le caratteristiche del cliente, ricavate da un questionario iniziale. Birchbox con questo sistema, che offre esperienza sensoriali nel commercio digitale, ha velocizzato la raccolta di email e informazioni sui clienti, e fidelizzato una crescente community, gratificata dall’elemento sorpresa a basso costo. Grazie a questo innovativo meccanismo, che stimola gli acquisti d’impulso, Birchbox stimolato molte vendite aggiuntive, senza cannibalizzare altri canali, riuscendo in pochi anni a vendere abbonamenti mensili ad oltre 800.000 clienti, di cui 100.000 ancora attivi.
Il passaggio successivo è stata l’apertura nel 2014 del primo negozio fisico. Il negozio è disposto come se fosse ‘il mobiletto beauty della tua migliore amica’, tutto da scoprire ed esplorare, riempito da una selezione accurata di oltre 2.000 referenze e 250 diversi brand. Il servizio BYOB (Build Your Own Birchbox) crea continuità con l’esperienza dell’abbonamento, consentendo ai clienti di comporre il proprio cofanetto in modo libero, secondo un modello di beauty buffet, al prezzo contenuto di $15.

Il negozio è naturalmente nativo digitale, con ampio e diffuso uso di tecnologia: schermi nel corner capelli e unghie per catturare l'attenzione dei clienti e vari iPad per poter approfondire le caratteristiche dei prodotti, ma anche per ispirarsi con gli ultimi stili di beauty e apprendere le tecniche di make-up grazie a numerosi tutorial. Grande attenzione viene data all'integrazione di tutti i canali e al coinvolgimento delle clienti. Ad esempio in negozio il display ‘Shop the top’ espone i dieci migliori prodotti secondo la classifica realizzata dalle clienti abbonate.
Poiché vi è un forte legame tra le clienti fedeli, abbonate al servizio on-line, e i prodotti, l’ambiente fisico facilita la creazione di un senso di community in-store e stimola le dinamiche di ‘acquisto sociale’, con gruppi di amiche, facilitate anche dalla diffusa presenza di tester e salviettine in ogni reparto. Birchbox offre anche servizi di acconciatura e corsi mirati per il trucco e la cura della pelle.
Tutti i canali digital sono curati con risultati notevoli: 500 milioni di contatti mensili e sistemi di personalizzazione della home page rafforzano il legame con il brand.

Chiavi dell’innovazione
• Multi-sensorialità diffusa
• Integrazione cross-canale online con negozio fisico (es. Shop the top)
• Personalizzazione dell’acquisto cofanetto

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

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Bikini Berlin: un mall urbano, raffinato e "liquido"

Bikini Berlin - Germania – Berlino
Tendenza chiave: Retail liquido
Tendenze complementari: Scelta2; Servizio 360°; Sogni accessibili

Un mall urbano raffinato e ‘liquido’, con un ampio spazio dedicato a pop-up store e un mix di insegne affermate ed emergenti
Finalista Ebeltoft Retail Innovation Award

Dati chiave
Format: urban mall
2014: apertura
17.000 mq (90.000 mq totali dell’area)
65negozi + 19 pop-up store

L'opportunità
Tutte le grandi città tedesche oggi ospitano almeno un centro commerciale. Berlino, da sola, ne conta più di 60. Il mercato è ormai saturo e la concorrenza elevata, di conseguenza i centri commerciali di prima generazione soffrono, perché risultano ormai superati sia nelle strutture sia nella definizione del retail mix in un contesto in cui la rapida crescita dell'ecommerce contribuisce al calo del traffico verso i negozi fisici.
Per rispondere a questa crisi una tendenza è quella di selezionare aree più centrali delle città, di maggiore valore, con superfici minori, 20.000 mq al massimo, evitando di inserire solo negozi tradizionali. I nuovi centri commerciali per raggiungere il successo devono essere in grado di offrire ai clienti un'esperienza d'acquisto innovativa e fuori dal comune, che abbia del valore aggiunto ben comunicato e percepito. Si devono quindi evolvere enfatizzando il leisure e la funzione di socialità: lo shopping è ormai sempre più integrato con lavoro, cibo, arte, cultura e tempo libero e l’opportunità è quindi quella di proporlo in modi integrati. Bikini Berlin ha colto questa evoluzione proponendosi come ‘centro commerciale del futuro’.

Il concept
Il complesso di Bikini Berlin, completamente rinnovato a seguito di un lungo intervento di ristrutturazione, ha riaperto all'inizio del 2014 con un’architettura e un design molto curati. Si tratta di un quartiere indipendente di 90.000 mq che ospita un hotel, ristoranti, uffici, negozi, una galleria d'arte ed è dotato di un parcheggio coperto. L’area dell’urban mall è di 17.000 mq e ospita un mix di insegne note e meno note, con spazio anche per le start-up e i pop-up store, oltre a ristoranti e attività di servizio. Tutti gli operatori sono stati accuratamente selezionati, perché Bikini Berlin si rivolge a target moderni, attenti ai trend, alla qualità e ad ambienti raffinati e diversi dagli standard.
Grazie al suo layout particolare, i clienti accedono direttamente dalla strada a tutti i negozi del piano terra, che ospita anche i Bikini Berlin Boxes, 19 pop-up store in legno, con box modulari che vanno dai 19 ai 39 mq (disponibili con contratti da 3 a 12 mesi). I pop-up vengono utilizzati con le modalità abituali: per il lancio di nuovi brand o di nuovi prodotti, per il riposizionamento dei brand con l’obiettivo di intercettare nuovi target, come area di ascolto dei clienti, per progetti di fidelizzazione, garantendo un rapido e soprattutto costante ricambio del retail mix del centro.
L’urban mall propone anche Supernova, un laboratorio che mira a ridefinire il ruolo del retail nell'era digitale, proponendo esperienze d'acquisto reali ed emozionanti e motivando alla visita anche i clienti più digitali. Ogni stagione, infatti, si invitano aziende a usare lo spazio con progetti innovativi ad alto contenuto digitale. Il primo tema del laboratorio è stato legato al calcio e ai campionati mondiali.
Un'altra grande attrazione del centro è un’area verde di 7.000 mq: un giardino sopra l’ultimo piano in cui i clienti si possono rilassare dopo una lunga giornata di shopping godendosi la vista di Berlino e del famoso Giardino Zoologico.

Chiavi dell'innovazione
• Layout: tutti i negozi sono direttamente accessibili e visibili dalla strada
• Galleria con 19 pop-up store
• Supernova: area dedicata a innovazioni e sperimentazioni retail


Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

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Argos: le vendite diventano digital

Argos – Gran Bretagna – Londra

Tendenza chiave: Cross-Canalità
Tendenza complementare: Efficienza per i clienti

Un modello storico e ormai maturo, quello delle vendite a catalogo, si reinventa in chiave digital e cross-canale e rilancia il successo di Argos

Finalista Ebeltoft Retail Innovation Award

Dati chiave
Format: digital store
2013: prima apertura
6 digital store
1.200 mq: superficie media
8 addetti

Dati Argos
£3,3 mld: fatturato 2013
737 pv in GB

L’opportunità
Il modello della tradizionale vendita a catalogo è stato uno dei capisaldi del retail anglosassone per oltre un secolo. Negli ultimi anni la sua maturità ha avviato una fase di declino che per molte aziende operanti con questo tipo di modello è stata irreversibile. Il nuovo CEO di Argos, John Walden, invece è stato coraggioso e capace di innovare la proposta in modo più consono alle mutate aspettative e attitudini dei clienti, sfruttando le potenzialità offerte dal digitale: il 44% dei clienti di Argos inizia la ricerca online e ben il 90% degli acquisti vengono poi conclusi nel negozio.

Il concept
Argos, storico retailer britannico nato con le vendite a catalogo, vende un ampissimo assortimento di prodotti, soprattutto nelle categorie dell’elettronica, dei casalinghi e degli accessori. Il modello classico di acquisto prevede ancora due possibili processi: ordine online o via telefono e consegna a domicilio oppure in un negozio Argos. Oppure direttamente in negozio il cliente sfoglia i cataloghi cartacei di prodotti suddivisi per categoria, ordina al banco il prodotto desiderato e lo ritira quando è pronto. Il nuovo concept digitale punta sull’efficienza e l’ottimizzazione dei processi, sostituendo i cataloghi cartacei (spesso spiegazzati) con iPad e con una piattaforma online che presenta i prodotti in un format simile a quello di uno smartphone, con la stessa semplicità di navigazione, ricerca e verifica della disponibilità dei prodotti, con la possibilità di fare acquisti anche con un solo click.
Questa innovazione rende contemporaneamente la retail experience più stimolante e continuamente rinnovata, grazie a numerosi schermi LED su cui scorrono i video dei prodotti, che oltretutto generano ulteriore fatturato grazie ai contributi dei brand. Gli schermi veicolano anche la comunicazione dei social media, di servizi vari (meteo, ecc.) e di messaggi creativi simil-Twitter.

L’azienda è riuscita così a creare un’esperienza cross-canale senza soluzione di continuità, che consente ai clienti di effettuare in modo fluido tutte le interazioni informative e di acquisto sia online che nel negozio.
La trasformazione digitale di Argos è particolarmente importante per l’impatto di empowerment del personale, addestrato per rispondere velocemente a ordini vocali automatizzati e garantire, grazie all’efficienza dei processi, il ritiro al banco entro 60 secondi.
Per garantire questa velocità insieme a un’ampia scelta offerta ai clienti, Argos ha adottato il modello ‘hub and spoke’, con una logistica a raggiera: i 120 negozi al centro (hub più grandi) riforniscono di frequente ciascuno dei 6 negozi a cui sono associati per evitare le rotture di stock.
Come perfetto complemento del modello distributivo ibrido di Argos e coerente con le location dei negozi in aree commerciali importanti, l’identità visiva del punto vendita è moderna, accattivante e funzionale, con pareti di mattoni bianchi come sfondo neutro per i grandi schermi LED. Il layout è cambiato e ora i banchi di ritiro dei prodotti sono strutturati a isole per facilitare un rapporto più stretto tra personale e clienti.
Visto il successo ottenuto dal digital store Argos prevede la realizzazione a breve di altri 20 digital store.

Chiavi dell’innovazione

Efficienza dei processi e velocità per i clienti (60 secondi per la consegna al banco)

Approccio logistico a raggiera per offrire un assortimento più ampio e consegne rapide

Tecnologia digitale di riconoscimento vocale per gli ordini

Visibilità dei social media sugli schermi in-store

Banchi a isola per il ritiro

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

 

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Restoration Hardware: il concept store del lusso

Tendenza chiave: Scelta2
Tendenze complementari: Identità visiva

Nato nel progetto di rilancio della catena il concept store Restoration Hardware di Boston colpisce per la scelta accurata dei prodotti, l’ambientazione con un visual sapiente e la capacità di integrarsi con internet e le strategie cross-canali

Dati chiave
Format: arredo di lusso per la casa
2013: apertura
3.700 mq

Gruppo Restoration Hardware
70 negozi
2 Paesi: USA e Canada
3.300 pagine: catalogo

L'opportunità
La crisi dei mercati negli ultimi anni ha messo in difficoltà molti retailer. Alcuni sono riusciti a superarla grazie a scelte coraggiose e drastiche, che hanno comportato in molti casi processi di ristrutturazione, necessaria per il rilancio. Restoration Hardware è una catena di arredo di lunga tradizione, con un posizionamento alto e un ampio assortimento che include mobili, illuminazione, tessile casa, bagno, complementi d'arredo per esterno e giardino e arredo e accessori per bambini (comprese mini poltrone in pelle). A causa delle forti difficoltà l’azienda nel 2008 si è delistata dalla Borsa e ha ridotto il numero di negozi, per recuperare slancio focalizzando le risorse. I punti vendita hanno potenziato il ruolo di luoghi esperienziali, di contatto con i clienti e showroom per il canale di vendita per corrispondenza, supportato da un nuovo catalogo cult di 3.300 pagine dal peso di 7,7 kg. L’ultimo tassello del rilancio è stata l’apertura del flagship più grande della catena, a Boston: un concept store imponente e innovativo.

Il concept
Per la sua Design Gallery di Boston Restoration Hardware ha scelto una location di forte impatto: l'ex museo di storia naturale del New England. Il flagship è il più grande della catena ed espone divani, tavoli, tappeti e altri arredi ambientati con estrema cura e una grande capacità di visual merchandising. L’assortimento è stato progressivamente ampliato con l’introduzione di categorie e prodotti particolari, a volte unici, dai frammenti architettonici, alle corna ramificate di cervo fino a riproduzioni di fonografi iPod-compatibili.
Nei quattro piani del concept store ampio spazio è dedicato ai servizi complementari come un fiorista, vari showroom e alcune accurate ambientazioni di camere da letto al primo piano. L'ultimo piano testimonia l'evoluzione compiuta da Restoration Hardware: da semplice negoziante di arredi a retailer di lifestyle a tutto tondo. Oltre a un wine bar, ci sono quattro sale club: una sala biliardo con un biliardo Brunswick rimesso a nuovo; una sala cinema con televisori che trasmettono film classici; una accogliente biblioteca di romanzi vintage e libri di design, e un pub che offre birra artigianale a un banco degli inizi del '900 circondato da memorabilia Motown e rock-and-roll.
Le sale club condividono il piano con una serra e un parco dedicati a Parigi, in cui i mobili per esterni sono esposti tra ulivi artificiali e una replica in acciaio della Torre Eiffel alta quasi 7,5 metri.

Chiavi dell’innovazione
• Selezione ampia e curata dell’assortimento, con anche pezzi unici
• Visual merchandising raffinato
• Negozio come showroom con una strategia di cross-canalità

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

 

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Space Ninety, nasce il community store

Un community store, in cui il retail si integra con il leisure, la ristorazione, l’arte, le comunità locali, in una delle aree emergenti di New York: Brooklyn

Dati chiave

Format: concept store

2014: prima apertura

2 negozi

5.000 mq sup media

Gruppo Urban Outfitters

3,1 mld $ fatt.2014

500+ pv: 232 Urban Outfitters, 190 Anthropologie, 92 Free People, 2 Terrain

L'opportunità
Per i target attenti alle mode, sensibili alle correnti artistiche e alle culture street e alternative, il concetto di negozio tradizionale è ormai superato. Urban Outfitters, fin dalla sua nascita, si è rivolto con successo a questo tipo di clienti, rompendo le regole classiche dell’assortimento e del visual merchandising, con i primi usi di rami, di legname e materiali provenienti dalle discariche per i display dei prodotti, creando ambientazioni uniche e nello stesso tempo ben riconoscibili e riconducibili al DNA dell’insegna. Interessante fu anche la provocazione delle vetrine danneggiate con sassate, realizzate dall’azienda stessa per connotare in modo metropolitano i negozi.
Dopo alcuni decenni, e una crescita che ha fatto generare dal gruppo altre insegne e fatto superare i 3 mld $ di fatturato, Urban Outfitters evolve di nuovo e lancia il nuovo concept ‘Space’ prima a Los Angeles e poi a Brooklyn, un’area sempre più cool di New York. L’insegna si caratterizza da numero civico, con un tratto di understatment tipico di questa cultura: Space Ninety 8 a Brooklyn e Space 15 Twenty a Los Angeles.

Il concept
Space Ninety 8 di New York occupa un grande magazzino a Brooklyn, oltre 5.000 mq disposti su 5 piani. L’assortimento è caratterizzato da quella trasversalità che ormai connota tutti i concept di Urban Outfitters. La categoria più importante è quella dell’abbigliamento, sia uomo che donna, con un mix di brand sia conosciuti dai clienti della catena, sia di stilisti emergenti, soprattutto provenienti dalla comunità in cui si è insediato il negozio. In questo spazio creativo l’azienda lancia anche una nuova collezione, la Urban Renewal Vintage Collection.
Buona parte degli accessori, per il corpo e per la casa, è presente in un'area con shop in shop e temporary store con lavori artistici preparati in esclusiva da designer e artigiani locali. E’ presente una selezione di fiori, che connota in modo fresco e artistico, grazie alle composizioni dei flower designer, tutto l’ambiente. Caratterizzante è anche l’area dedicata alla musica, con un ampio assortimento di vinile, modelli con stile retrò di giradischi e libri. L’offerta del leisure si completa con un bar, un ristorante e una terrazza per cene, brunch o anche solo per semplice relax.
Questo concept sta aiutando vari artisti e designer locali a raggiungere target più vasti, valorizzando la specificità dei prodotti in vendita, offerti in edizione limitata o a volte in un pezzo unico.
I primi risultati sembrano incoraggianti e si presume che questo concept venga sviluppato. Complessivamente Urban Outfitters ha in programma l’apertura di 35-40 negozi nel 2015 e ha già annunciato via Instagram varie nuove partnership, fra cui quella con la linea di prodotti naturali per la cura della persona S.W. Basics, una con un designer di ceramiche, con Lila Rice designer che crea gioielli e lavora i metalli, con Hym Salvage e i suoi mobili e con i designer newyorchesi di surf board Salt Surf.

Chiavi dell'innovazione

  • Mix di retail, leisure, ristorazione e spazio per la comunità
  • Palinsesto di eventi locali per rafforzare i legami con il territorio e per aumentare il traffico
  • Supporto di designer e artigiani locali, a cui sono offerti anche alcune sistemazioni abitative

    Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente
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Disney MagicBand, un baccialetto digitale per un'esperienza ancora più divertente

La nuova frontiera di Disney per rendere ancora più rilassata e divertente l’esperienza dei clienti: un braccialetto digitale carino, personalizzabile, multifunzione, semplice da usare e integrato con l’app My Disney

Dati chiave
Concept: braccialetto digitale
2014: lancio al Disneyworld di Orlando
1 mld $: investimento
Tendenza chiave: Human tech
Tendenza complementare: Personalizzazione

L'opportunità
Il tema della comodità è centrale anche in settori come l’hospitality e il leisure, che sono sempre più integrati con il retail. Per i clienti vivere queste esperienze senza doversi preoccupare di informazioni, biglietti, prenotazioni ecc. è un elemento di attrazione ulteriore. Disney è sempre stato un benchmark mondiale per la capacità di offrire livelli di servizio elevati nei suoi parchi e per la costante attenzione all’innovazione. Recentemente ha lanciato il Magic Band nel Disneyworld di Orlando in Florida, per ‘viaggiare e divertirsi leggeri’, contribuendo a rafforzare la sua leadership. Un progetto strategico in cui l’azienda ha investito un miliardo di dollari.


Il concept
Il braccialetto digitale MagicBand racchiude in sé due qualità preziose e fondamentali per arricchire la leisure experience dei parchi a tema. Da un lato è un accessorio carino, che diventa un souvenir dell’esperienza ed è personalizzabile. Dall’altro offre una serie di funzionalità che alleggeriscono tutti gli aspetti pratici della vacanza: gestione semplice di tutte le informazioni di hotel, pass veloci, pasti, ecc., connettendosi sia ai sensori collocati in tutto il parco, sia con lettori a lunga portata. Funziona con tecnologia di radio frequenza e quindi è sempre operativo e consente un uso costante. Per incoraggiare i visitatori a alloggiare all'interno del parco, tutti coloro che vengono ospitati dai Disney Resort Hotel ricevono un bracciale nel pacchetto, mentre gli altri lo possono acquistare con il biglietto del parcheggio.
L'app mobile My Disney Experience viene usata come collegamento al MagicBand dando ai visitatori la possibilità di programmare la propria vacanza in largo anticipo, esplorando le opzioni di viaggio per poi prenotarle con la app. Durante la vacanza i è possibile usare la app con geolocalizzatore per individuare la propria posizione e verificare gli orari e i programmi delle attrazioni del parco, prenotare ristoranti e biglietti FastPass e anche per condividere i programmi di viaggio con gli amici. Il bracciale può anche essere usato come chiave d'albergo e per pagare gli acquisti effettuati nei negozi o i pasti consumati.
Disney continua a regalare esperienze magiche ai suoi clienti e a integrare l'uso della tecnologia: MagicBand permette ai bambini di interagire con il parco e le singole attrazioni divertendosi, e ai genitori di semplificare la programmazione e la visita stessa.

Chiavi dell’innovazione
• Semplificazione degli aspetti pratici della vacanza
• Personalizzazione ludica dell’accessorio MagicBand
• Integrazione con l’app Disney Experience

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

 

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Svenskt Snus, il primo negozio di tabacco da fiuto

Il primo negozio di tabacco da fiuto del mondo racconta la storia dei prodotti e del brand, mixando gli spazi di vendita con un museo, un bar e un laboratorio per creare le proprie miscele

Dati chiave
Format: specializzato in tabacco da fiuto
2012: apertura
155 mq
Tendenza chiave: Storytelling
Tendenza complementare: Multi-sensor

L’opportunità
Anche in Svezia le tradizioni popolari tendono a perdersi sotto l’onda della modernizzazione, anche se un’ampia parte della popolazione soffre di questa tendenza. Il tabacco da fiuto è nato in Svezia, ma il suo uso, legato ad un’antica ritualità, sta attraversando una fase di declino. Per questo il produttore di tabacco Swedish Match ha deciso di aprire nel centro di Stoccolma il primo negozio di tabacco da fiuto al mondo.

Il concept
Svensk Snus inserisce un prodotto di uso quotidiano in un contesto originale e molto più esclusivo rispetto ai chioschi o ai supermercati dove il tabacco da fiuto è normalmente disponibile. Il concept store, oltre che essere un punto vendita, è anche museo del tabacco da fiuto e racconta la storia dell’azienda produttrice, nata nel 1822, e include un laboratorio e un bar, riuscendo ad arricchire i prodotti di esperienzialità e identità.
Il negozio si sviluppa su una superficie di 155 mq e è diviso in 3 sale. Nella prima si trova un ampio assortimento di tabacco da fiuto, non solo di Swedish Match, ma anche di altre importanti marche. Anche il visual merchandising è curato nei dettagli: le scatole di tabacco vengono presentate come piccole ghiacciaie, evocando il caviale. I clienti possono inoltre acquistare tabacco da fiuto fresco proveniente direttamente dalla fabbrica. L’assortimento include anche una ristretta selezione di prodotti legati allo sci di marche di alta gamma: sci, caschi e piumini (molti giovani svedesi sciatori e snowborder consumano tabacco da fiuto). Un’altra sala del negozio è completamente dedicata alla storia e alle tecniche di produzione del tabacco; sono offerti anche corsi per i clienti che vogliono imparare a crearsi da soli le proprie miscele. Il concept stimola i clienti creando un universo multisensoriale e sta favorendo la creazione di una community di appassionati, anche grazie alla presenza di un bar interno che aiuta a far vivere il negozio come punto d’incontro.
Il concept soddisfa la domanda dei clienti interessati alla riscoperta delle proprie radici e al rafforzamento dell’identità, attraverso il racconto della storia della marca e offre la possibilità di intervenire direttamente nella preparazione del prodotto ovvero delle miscele. L’approccio di Svensk Snus allontana un prodotto controverso dal dibattito sulla salute e sulla dipendenza, posizionandolo nel contesto della cultura edonista, un modo efficace di giustificarne l’(ab)uso.

Chiavi dell’innovazione
• Racconto della storia del prodotto e della marca
• Mix di negozio, museo, laboratorio e bar
• Corsi di degustazione e personalizzazione delle miscele di tabacco

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 9, a cura di Fabrizio Valente

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TeamLab Hanger: l'appendino digitale

TeamLabHanger - Giappone

Tendenza chiave: Human Tech Un appendino interattivo, dotato di un sensore che si attiva quando il cliente mostra interesse verso il prodotto, proiettando in automatico sui numerosi schermi informazioni e video
Dati chiave Concept: appendino digitale 2011: lancio 5 catene
L'opportunità
Il paradosso dell’introduzione delle tecnologie evolute nei negozi è che i clienti più tecnologicamente avanzati tendono oggi a usare sempre più il canale degli acquisti online. Gli altri clienti frequentano i negozi fisici, ma per natura sono poco inclini a usare le tecnologie nei punti vendita. TeamLab, azienda giapponese, è stata la prima a realizzare una soluzione innovativa di manichini virtuali, capaci di informare i clienti e soprattutto di attivarsi in modo ‘spontaneo’.


Il concept
L’appendino interattivo creato da TeamLab è dotato di un sensore che registra i movimenti dei prodotti appesi. Nel momento in cui il cliente prende il capo o l’appendino, i vari schermi presenti in negozio iniziano automaticamente a mostrare immagini e video legati al prodotto e una serie di informazioni, da quelle basiche (prezzo, marca, linea,..) a quelle più evolute (tipo di azienda, lavorazioni, valori del brand, ..) fino a quelle più commerciali (cross-selling, …).
L’efficacia del progetto è anche facilitato dal sistema TeamLabBall, che consente di tramettere i contenuti in automatico su device di tipo diverso.


TeamLabHanger viene utilizzato da catene di successo di abbigliamento e di scarpe come Vanquish (all'interno del grande magazzino 109MEN’s), Earth music & ecology, Coordi Nation, Frapbois e Reebok.
TeamLab sta continuando a investire in ricerca e sviluppo per la messa a punto di nuove funzionalità dell’appendino e di nuovi tool complementari da inserire in negozio.
Chiavi di innovazione
• Tool digitale evoluto adatto anche per i clienti meno tecnologici

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

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Dal web un servizio di prova a domicilio

JeansOnline, Easy Fit&Return – Olanda - Web

Tendenza chiave: Servizio 360°
Evitare le seccature dei resi di acquisti online: il cliente può provare i jeans subito a casa prima di confermare l’acquisto e restituire dopo un quarto d’ora al corriere i prodotti non desiderati
Dati chiave
Concept: servizio prova a domicilio per consegne online
2014: lancio del servizio
2005: inizio attività

L'opportunità
Il temi dei resi dei prodotti acquistati online è molto attuale, poiché implica frustrazioni e tempo perso per i clienti e costi non indifferenti per gli etailers. JeansOnline in Olanda ha lanciato un servizio semplice e innovativo, fortemente differenziante, per superare queste criticità.


Il concept
JeansOnline è un’azienda olandese che vende online abbigliamento donna e uomo, con un assortimento ampio, da jeans economici a marche come Levi’s, Diesel, Pepe Jeans, Desigual. Avendo l’obiettivo di differenziarsi con elementi di servizio rispetto ai competitor, è stato il primo etailer a garantire consegne nello stesso giorno dell’ordine. Contemporaneamente ha rafforzato la sua strategia di leadership sui prezzi bassi garantiti, garantendo uno sconto del 10% se i clienti trovano gli stessi prodotti meno cari altrove.
L’ultima innovazione riguarda la soluzione Easy Fit&Return: un servizio che rende possibile provare a casa i prodotti ordinati online prima di deciderne l’acquisto. Al cliente viene proposta una finestra di tre ore per l'orario di consegna. Il corriere espresso annuncia l'arrivo del pacco con un sms mezz'ora prima della consegna e ripassa dal cliente dopo quindici minuti dalla prova per riprendersi tutti i prodotti indesiderati.
Un servizio win win: i clienti risparmiano il tempo da dedicare a eventuali resi e JeansOnline risparmia sui costi di logistica dei resi, che inoltre rientrano in magazzino molto più velocemente, riducendo le giacenze.

Chiavi dell’innovazione
• Prova a domicilio prima di confermare l’acquisto online
• Risparmi sulla logistica dei resi e sulle giacenze in magazzino

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

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Butch: un negozio laboratorio per cucinare

Butch - Germania - Düsseldorf

Tendenza chiave: Coinvolgimento attivo
Tendenza complementare: Multi-sensor; Scelta²
Un negozio e un laboratorio per imparare a cucinare, pensato per gli uomini, che coniuga qualità, funzionalità e design con un'esperienza retail mirata, emozionale e multi-sensoriale

Dati chiave
Format: negozio di cucina ‘al maschile’
2011: apertura
200 mq

L'opportunità
La passione per la cucina è un trend in crescita costante a livello mondiale, alimentato anche dal proliferare di trasmissioni Tv di successo e blog, e dall’aumento vertiginoso della popolarità degli chef. Nei Paesi del Nord Europa questa tendenza si unisce al fatto che i modelli familiari prevedono ruoli molti più paritari fra uomini e donne nell’occuparsi della casa e della cucina. In Germania ad esempio il 36% degli uomini dichiara di cucinare almeno cinque volte alla settimana. Eppure il mercato non si è ancora rivolto espressamente a questo target. Butch è nato a Dusseldorf proprio per rispondere alle crescenti esigenze di uomini che, per passione o per condizione di vita, si trovano a cucinare spesso e sono interessati a migliorare.

Il concept
Butch è un negozio che vende accessori per la cucina e al contempo un centro dove si impara a cucinare facendo pratica. E’ rivolto agli inesperti, ma anche ai professionisti, a cui propone linee di prodotti dedicate. L'assortimento si basa principalmente sulla marca privata Butch che garantisce un ottimo rapporto qualità prezzo.
Il concept è molto curato in tutti i dettagli, dalla comunicazione al retail design. Pareti grigie, soffitti neri e l’utilizzo di molto acciaio creano un’ambientazione ‘industriale’ e moderna. Pallet e panche da lavoro sono utilizzati per la presentazione dei prodotti. Slogan come ‘La mia cucina è più grande della tua’, ironizzano sulla mascolinità del posizionamento. Butch stimola l’interattività e la multisensorialità. I clienti possono testare i prodotti al centro del negozio, nell'area cucina, sorseggiando un bicchiere di vino, mentre ricevono i consigli del team. Ogni giorno a mezzogiorno vengono preparati alcuni piatti regionali e per le serate sono previsti eventi e degustazioni.

Chiavi dell’innovazione
• Negozio di cucina dedicato agli uomini
• Comunicazione ironica
• Cura dei dettagli e del retail design

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

 

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Denner, il discount social

Denner Social Discount – Svizzera

Un discount alimentare implementa una piattaforma social riuscendo a coinvolgere i clienti nella definizione delle campagne promozionali

L’opportunità
Il coinvolgimento attivo dei clienti sta diventando sempre più una delle chiavi che le aziende utilizzano per accrescere il valore dell’esperienza d’acquisto e aumentare la fidelizzazione.  Questa tendenza è favorita in particolare nei posizionamenti retail più attenti al prezzo. Inserendosi in questa tendenza Denner ha lanciato in Svizzera un’iniziativa particolare sui social network, i cui risultati si sono dimostrati superiori alle aspettative.

Il concept
Denner è un discount alimentare ed è la terza catena per dimensioni nel mercato svizzero dopo Migros e Coop Svizzera.
Per potenziare e rafforzare il legame con i clienti, l’insegna ha lanciato nell’aprile 2013 il ‘Social Discount’, un programma on-line che offre la possibilità ai propri clienti di contribuire in modo ludico e vantaggioso ai programmi promozionali della catena. Il lancio è stato supportato da un’importante campagna pubblicitaria sia nei negozi che on-line e si è sviluppato in tre campagne di due settimane.
Nella prima settimana i clienti hanno votato un prodotto fra tre proposti, in genere di marca e di categorie chiave come caffè, birra e vino. Ogni voto produceva un piccolo abbassamento di prezzo, stimolando così i clienti a condividere l’iniziativa con amici e conoscenti, soprattutto sui social media. Il meccanismo consentiva a ogni cliente di monitorare in tempo reale il prezzo base (di partenza), il prezzo raggiunto in quel momento grazie ai primi voti, il prezzo minimo raggiungibile e il numero di voti ancora necessari per raggiungerlo.
Nella settimana successiva i tre prodotti entravano in promozione ai prezzi raggiunti grazie alle votazioni, evidenziati con il logo dell’iniziativa: “Denner – Uno per Tutti”.
Ai clienti, per poter votare, è stato semplicemente chiesto di inserire correttamente i propri dati durante la registrazione, senza vincoli di acquisto, con la facoltà di votare una sola volta e un unico prodotto a settimana. Per spingere le votazioni sono stati organizzati concorsi a premi con buoni acquisto.
La campagna ha avuto buoni risultati, anche sotto il profilo del CRM: numerose sono state le iscrizioni al database e alla newsletter di Denner di nuovi clienti. L’azienda intende ripetere la campagna, capitalizzando l’ampia raccolta dati avvenuta con questa prima esperienza.

Chiavi dell’innovazione

Coinvolgimento dei clienti nella scelta dei prodotti da inserire nelle promozioni

Utilizzo dei social media (come Facebook) per attivare meccanismi virali e attirare nuovi clienti

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 9, a cura di Fabrizio Valente

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Hedonism, vini esclusivi al centro di Londra

Una scelta vastissima con vini anche in esclusiva, una grande passione, un negozio raffinato, ma anche accessibile a target più popolari, con un servizio a 360° e una retail experience sensoriale e gratificante

Finalista Ebeltoft Retail Innovation Award

L'opportunità

E’ in costante aumento il numero di clienti che si appassiona al mondo del vino di qualità. Spesso però le enoteche offrono selezioni limitate, con poche referenze a prezzi accessibili e scarsa capacità di reperire rapidamente prodotti non presenti in negozio.
Hedonism ha individuato la possibilità di creare un concept nuovo per rispondere in modo più soddisfacente alle esigenze crescenti dei clienti, raggiungendo velocemente risultati interessanti e conquistando una grande popolarità.

 

Il concept

Hedonism nasce per volontà del magnate russo della telefonia mobile Evgeny Chichvarkin e con l'aiuto di Alistair Viner, per 16 anni buyer di vini e liquori da Harrods. Il negozio propone un assortimento difficilmente imitabile ed eclettico di 5.500 vini e 2.000 alcolici, selezionati fra i migliori di oltre 300 fornitori da tutto il mondo e in alcuni casi venduti anche in esclusiva: un'enoteca ricercata che vanta la più grande e importante collezione di vini del Regno Unito.

Il negozio è ubicato nell’esclusivo quartiere londinese di Mayfair e si articola su due piani per un totale di 650 mq. All'ingresso si trova un'enorme composizione di 125 bicchieri Riedel soffiati a bocca e posizionati in modo da creare un lampadario. Al piano inferiore è collocata l’imponente cantina, mantenuta a 17 gradi, con un'area per la degustazione caratterizzata da grandi sedute in legno e da un ambiente caldo e accogliente. Il team, composto da 11 sommelier che parlano complessivamente 8 lingue, è estremamente professionale, ma anche capace di non intimidire sia clienti che lo sono meno esperti, sia quelli con limitate disponibilità economiche. La filosofia di base è infatti quella di coinvolgere e appassionare alla cultura del vino un target più ampio possibile. Per questo oltre 600 referenze costano meno di 30£. Inoltre, otto dispenser Enomatic permettono di degustare 48 vini, rinnovati settimanalmente e dedicati a chi vuole 'degustare prima di acquistare'.

Numerose le particolarità: prodotti in esclusiva, serie limitate create dalle griffe in collaborazione con artisti mondiali, come quella delle bottiglie Magnum da 18 litri allineate alle pareti come fossero grandi cannoni: non c'è da stupirsi se Hedonism sia diventato un destination store visitato anche da numerosi gruppi di turisti. Nell’assortimento sono presenti vari accessori come bicchieri, decanter e mixer, oltre a un’interessante selezione di libri legati al mondo del vino. Nel seminterrato, oltre a uno spazio per le degustazioni e per i corsi, è presente anche un’area adibita a museo digitale e un’area giochi per i bambini.

Fra i servizi spiccano la possibilità di noleggiare uno specialista per serate ed eventi privati e il riapprovvigionamento rapido di vini non disponibili: consegne entro un’ora in zone centrali.

Hedonism oggi ha velocemente conquistato una clientela proveniente da tutto il mondo: per trovare un’annata e una cantina specifica di una bottiglia, per scambiare pareri con altri appassionati di un vino specifico o particolare, per vivere in diretta l'esperienza di un modo di acquistare il vino che non ha pari. Sembra che fra i piani di sviluppo dell’azienda ci siano prossime aperture a Shanghai, Mosca e Mumbai.

 

Chiavi dell’innovazione

  • Selezione ampia e ricercata di prodotti, anche con esclusive
  • Consigli professionali offerti dagli 11 sommelier poliglotti (8 lingue)
  • Ambiente raffinato e design accattivante
  • Servizi: degustazioni, corsi, consegna entro un'ora nel centro di Londra, noleggio di uno specialista di vini

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

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Bite, natura sulle labbra

Un brand iper-specializzato in prodotti naturali per le labbra crea nel punto vendita un percorso coinvolgente per le clienti di creazione di rossetti su misura

Dati chiave
Format: iper-specializzato prodotti labbra
2014: prima apertura
50 mq
36$ - 48$ costo rossetto personalizzato

L'opportunità
Il mercato del beauty e del make-up è in forte evoluzione. Dopo essere stato per decenni territorio dei brand globali e storici, nel 21° secolo abbiamo assistito al rapido affermarsi di brand nuovi capaci di conquistare velocemente il successo grazie allo sviluppo di negozi monomarca molto attrattivi. Kiko è stato il ‘precursore’ di questa tendenza, facilitando l’apertura delle clienti verso la sperimentazioni di prodotti e marche nuove, attrattive o per il rapporto qualità-prezzo o per particolari contenuti di servizio. Nel settore un servizio molto richiesto è quello della personalizzazione e verso questa direzione si è orientato Bite, brand americano specializzato in prodotti per le labbra, che consente alle clienti di crearsi il proprio rossetto personalizzato.
Sotto lo stesso tetto l'insegna unisce arte e ‘scienza’ al tema della bellezza. Grazie alla possibilità di personalizzare i propri acquisti e alla vasta selezione di prodotti a disposizione, le clienti possono abbinare vari colori e aromi di rossetto creandosi il proprio prodotto.

Il concept
Bite è una marca di prodotti specializzati sulle labbra, come i rossetti cremosi, le matite per labbra ad alta resa, i lucidalabbra a lunga tenuta. Per realizzare i propri prodotti Bite utilizza ingredienti naturali e idonei all'uso alimentare: una miscela esclusiva di cera d'api, olio d'Argan, burro di cacao e coloranti, tutti naturalmente approvati dalla severa FDA americana.
Dopo i primi risultati di vendita confortanti, anche in una catena importante come Sephora, l’azienda ha sperimentato un pop-up store e nel 2014 ha deciso di aprire il suo primo negozio monomarca a New York, in un quartiere trendy e attento alle novità come Soho. L’elemento di forte innovazione del negozio è il Bite Lip Lab che offre il servizio brevettato DYOL (Design Your Own Lipstick – progetta il tuo rossetto). La cliente viene coinvolta nel processo che porta alla creazione della tinta personalizzata. Si inizia abbinando diverse tonalità di rossetto già esistenti e testando le miscele di altri colori, che vengono applicati strato su strato per trovare la sfumatura ideale. Il processo complessivo alla base della creazione dura circa mezz’ora, anche se la produzione vera e propria del rossetto richiede sette minuti: si fanno sciogliere le diverse palline di rossetto, si aggiunge un aroma (ciliegia, violetta, menta, …) e si versa in una forma il composto che in pochi minuti si raffredda e solidifica. Costo: 36$ per il prodotto base o 48$ con l’aggiunta di una ‘crème deluxe’.
Chiavi dell’innovazione
• Personalizzazione del rossetto con il coinvolgimento delle clienti

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

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Casa del Agua, un format per riciclare

Casa del Agua – Messico – Città del Messico

Un format di riciclaggio dell’acqua a fronte di una consapevolezza sempre più crescente di problematiche legate a consumo di massa, sfruttamento intensivo della terra ed eco-sostenibilità ambientale

Dati chiave
Format: negozio per la vendita di acqua
2012: apertura

L’opportunità
L’attenzione per l’ambiente e per il sociale abbraccia ormai tematiche molto ampie e di crescente interesse per i cittadini. Possono diventare tratto distintivo di un negozio se vengono applicate con passione e con coerenza, come in Casa del Agua, un nuovo format legato al riciclo dell’acqua nel rispetto dei consumi e dell’eco sostenibilità.

Il concept
Casa del Agua è un format messicano nato nel 2012 che vende esclusivamente acqua, di tipi diversi. L’idea alla base del progetto è quella di offrire acqua piovana che proviene direttamente dal negozio. Qui viene raccolta, filtrata, purificata e resa di nuovo potabile. In linea con la filosofia per il rispetto della natura l’acqua viene venduta in bottiglie di vetro riciclato e di design per limitare la produzione di rifiuti.
L’atmosfera del negozio è autentica, raffinata e minimalista e rispecchia i valori ambientali del concept in maniera coerente. Tutta l’arredo del punto vendita è in legno, così come il pavimento è in parquet.
L’intento di Casa del Agua oltre che commerciale è educativo: guidare i clienti verso scelte più consapevoli inducendoli a comportamenti più responsabili nei confronti della società e dell’ambiente.

Chiavi dell’innovazione
• Condivisione dei valori con i clienti e stimoli costanti a un consumo più consapevole
• Coerenza dei dettagli con il posizionamento
• Retail design green

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 9, a cura di Fabrizio Valente

 

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Coeur de Nature, il supermercato bio

Coeur de Nature Francia - Bretigny sur Orge

Nuovo format della famiglia Auchan tutto dedicato al biologico, con un’ambientazione particolarmente ricca di stimoli sensoriali, ispirata ai mercati tradizionali

Dati chiave
Format: supermercato biologico
2012: anno di apertura
1.000 mq
13.000 referenze
800 freschi tradizionali, 5.200 alimentari, 7.000 non alimentari
2.000 di marca privata

L’opportunità
Da diversi anni il mercato del biologico è in continua crescita per diversi fattori: la diffusione di stili attenti a prodotti più naturali, genuini e controllati; la ricerca di una maggiore sicurezza alimentare e la salvaguardia dell’ambiente.
In Francia il biologico si è diffuso con vendite che nel 2012 hanno raggiunto un valore di
4,2 miliardi di euro, il doppio rispetto al 2007. Auchan, uno dei retailer leader nel mercato francese, ha investito in questo settore lanciando un nuovo format dedicato completamente al biologico: Coeur de Nature.

Il concept
Il negozio propone un assortimento di 13.000 referenze biologiche, di cui 2.000 a marchio Auchan e un’ambientazione in stile mercato ambulante e con reparti dai nomi evocativi: “Il Mulino”, “La Fattoria”, “Casa Responsabile”, “Dolce e Salato”, “Fresco e Goloso”.
Il layout si apre con reparti assistiti della macelleria, pescheria e gastronomia dando subito al cliente la percezione della qualità dei freschi e del servizio. Il personale è cordiale e invita ad assaggiare le diverse specialità presentate come frutta, formaggi, affettati, oltre che a tè e caffè.
Grande spazio è dedicato allo sfuso, reparto in cui Auchan ormai vanta una lunga esperienza: cereali, pasta, legumi, ma anche detergenti per la casa e per la cura della persona, fino ad oli, caffè, tè ed infusi. Perfino una categoria delicata come le uova viene trattata in modalità ‘sfusa’. La scelta rispecchia i valori del format e consente di ridurre l’impatto del packaging sull’ambiente e risponde alle nuove richieste di confezioni anche molto ridotte, con riduzione sia degli sprechi, sia dei costi per i clienti.
I valori ambientali di Coeur de Nature sono presenti in modo coerente anche nelle categorie non alimentari, che includono referenze come i pannolini lavabili, l’abbigliamento tutto in cotone biologico e pentolame realizzato con materiali naturali.
Anche il retail design ha progettato il negozio in modo coerente: le pareti sono rivestite con vernici naturali, l’illuminazione interna e i sistemi di refrigerazione sono ad alta efficienza energetica, mentre il parcheggio è dotato di pannelli fotovoltaici e di una stazione di ricarica per le auto elettriche.

Chiavi dell’innovazione
• Coerenza con i valori ecologici a 360° a partire dal bio 100%
• Ampio spazio dedicato agli sfusi, alimentari e non alimentari
• Retail design green

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 9, a cura di Fabrizio Valente

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