Kiki Lab

DOUGLAS, UN CONCEPT GIOVANILE

Douglas - Germania - Mainz

Il nuovo concept store di Douglas ideato per un target giovanile, con 30 schermi digitali, gadget tecnologici e colori accesi

Dati chiave
Format: Beauty concept store
600 mq
Douglas nel mondo: 1.930 negozi

L’opportunità
Il mondo del beauty è un settore fra quelli che sta affrontando meglio la crisi dei consumi. Il mercato ha visto negli ultimi anni il successo di nuove catene retail che offrono solo prodotti di marca propria con un interessante livello qualità prezzo, molto accessibili, che hanno conquistato un pubblico sempre più ampio, in particolare fra le clienti giovani. Per recuperare attrattività verso questo interessante target Douglas, catena di beauty con quasi 2.000 negozi nel mondo, ha ideato un nuovo concept, lanciato in Germania, che arricchisce l’esperienza retail con numerosi elementi legati alle tecnologie.

Il concept
Il nuovo concept store aperto a Mainz offre un assortimento delle categorie tradizionali di Douglas: profumi, beauty e cura della persona. Ma la dotazione di elementi tech presenti è del tutto innovativa rispetto ai negozi standard, a partire dalla presenza di ben 30 schermi digitali, di cui una parte allestiti nelle vetrine, che informano le clienti sugli ultimi arrivi e sugli eventi programmati in negozio, come ad esempio laboratori di trucco e servizi fotografici, che vengono proposti a pagamento. Presenti anche schermi touch che forniscono un servizio di ‘Beauty Weather’: dal un lato mostrano le previsioni meteo, dall’altro suggeriscono i prodotti più adatti in base al tempo e alla luce prevista.
Due grandi video wall al piano superiore e nell’area delle scale mobili offrono informazioni sulle ultime promozioni ed eventi. Attraverso i ‘beauty terminal’ è inoltre possibile fare un’analisi del proprio tipo di pelle e trovare il profumo perfetto grazie a un test con 5 domande. I trucchi possono essere testati scansionando il codice a barre nel totem dell’esperto virtuale. Dopo la fase dei test e la scelta finale le clienti, al ‘tavolo delle amiche’, possono inviare una foto di sé con il nuovo trucco alle proprie amiche, anche usando i social come Facebook. Un registro degli ospiti presso la cassa invita le clienti a condividere la propria esperienza lasciando due righe e una propria foto.
Con il nuovo concept Douglas è riuscita ad attrarre la clientela più giovane, attenta alle tendenze, attratta dalla possibilità di testare nuovi prodotti e di divertirsi mantenendosi aggiornati sui nuovi trend attraverso i media digitali.
Nel 2011 Douglas ha ricevuto il premio Best Consumer Experience Award per le tecnologie commerciali innovative da parte del Europäisches Handelsinsitut.

Chiavi dell’innovazione
• Diffuso utilizzo di elementi tech in tutto il negozio
• Servizi come il Beauty Weather: totem per i consigli di make-up in base al tempo

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 9, a cura di Fabrizio Valente

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MUUSE: l'e-tailer dell'abbigliamento

Muuse - Danimarca - Web

Un e-tailer che funge da community dei giovani talenti, selezionando i migliori stilisti e fashion designer dagli istituti di tutto il mondo e orientando la produzione in base ai pre-ordini dei clienti

Dati chiave

Format: e-tailer abbigliamento

2011: lancio

 

L’opportunità

Il mondo del fashion e dello style oggi è complesso: la competizione è cresciuta ed è trasversale, le mode cambiano velocemente e i clienti sono sempre più stimolati dai media, sia tradizionali che nuovi. La velocità incrementale di evoluzione delle tendenze espone il settore alle criticità dell’invenduto e sta stimolando la ricerca di approcci innovativi per riuscire a migliorare le previsioni di vendita. Muuse.com è un progetto di retail selettivo on-line nato in Danimarca, che offre ai propri clienti un mix di prodotti sartoriali, prêt-à-porter e capi delle collezioni dei migliori giovani stilisti a livello mondiale, facendosi supportare per la selezione e gli ordini dai propri talent scout che vivono nelle capitali della moda internazionale, da Londra a Tokyo.

Il concept

Le collezioni proposte da Muuse sono tutte originali e ricercate. Una è basata su linee sartoriali; una è di prêt-à-porter, con produzioni limitate a lotti di 50 o 100 pezzi; infine ci sono le edizioni limitate che Muuse decide di far produrre solo dopo che hanno ottenuto un certo livello di gradimento da parte dei clienti potenziali che frequentano la community, con un sistema di pre-ordini on-line.

Questa è l’innovazione centrale del concept: i clienti ordinano ciò che intendono acquistare prima ancora che venga prodotto. I pre-ordini servono come dati di orientamento previsionale, anche se non sono vincolanti e non obbligano all’acquisto finale i clienti, che comunque diventano un target prioritario quando il capo viene realizzato.

Il modello è win win: i giovani stilisti possono contare su una piattaforma di crescente successo interessata a lanciarli e l’azienda può pianificare la produzione in modo più accurato, limitando la percentuale di invenduto. Muuse supporta questo approccio anche con un posizionamento che auspica una limitazione dell’impatto ambientale delle attività commerciali e una riduzione di sprechi e di stock di prodotti invenduti.

Una forte accelerazione per la visibilità e il successo del concept è stata il ‘Muuse for Vogue Talents Young Vision Awards 2013’: 300 stilisti delle migliori scuole di moda del mondo hanno visto le loro mini-collezioni messe in produzione e vendute su Muuse, oltre riceverne i benefici di visibilità e di branding sulle pagine della rivista Vogue. Il progetto ha riscosso un notevole successo ed è stato già replicato anche nel 2014.

Chiavi dell’innovazione

  • E-tailer e community di giovani stilisti
  • Produzione decisa in base ai pre-ordini ‘orientativi’

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 9, a cura di Fabrizio Valente

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Nike Training club: digitale e sport

Nike Training Club – USA - Chicago

Un negozio che integra i servizi Nike già offerti con la sua app NikeFuel e mixa il digitale con il sudore degli esercizi che si possono svolgere nella palestra Nike del piano superiore

 

Dati chiave

Format: abbigliamento sportwear femminile con palestra

2013: prima apertura

2 negozi

400 mq

L’opportunità

Le attività fisiche per mantenersi in forma stanno diventando sempre più popolari e in aumento è anche il numero degli appassionati. Le difficoltà che incontrano alcune persone sono legate alla possibilità di essere seguite personalmente da un trainer esperto (che comporta costi) e di superare la pigrizia iniziale di cominciare un corso o un programma. Nike, leader del settore, è in continua fase di sperimentazione per confermare il suo posizionamento di brand vicino agli sportivi e per fidelizzare i clienti, con particolare riferimento al target più interessante e alto spendente, quello delle donne. L’ultima innovazione di Nike in questo settore è stata il lancio di un nuovo tipo di negozio integrato con una palestra.

Il concept

Il concept Nike Training Club (NTC), aperto recentemente a Chicago, segue e potenzia la direzione già intrapresa dal leader del settore con la popolare app Nike Fuel, con cui l’azienda consente agli appassionati di farsi seguire sui propri piani di allenamento, registrare i risultati e condividerli con gli amici per stimolare e facilitare le attività di training dei clienti.

Una volta scaricata la app, gli utenti selezionano il proprio obiettivo, i risultati attesi e il livello di partenza e decidono il programma scegliendo tra una lista di allenamenti che corrispondono ai criteri inseriti. Un istruttore Nike professionista guida gli utenti in tutte le fasi dell’allenamento e dopo la sessione questi possono consultare una tabella con gli esercizi svolti, le calorie bruciate e il numero di punti Nike Fuel guadagnati, che servono a vincere consulenze personalizzate e allenamenti speciali. I risultati possono essere condivisi su Facebook, come stimolo e anche come sfida nei confronti degli amici.

Il negozio è sviluppato su due piani. Il primo piano ospita un ampio assortimento di calzature, abbigliamento e accessori. Il secondo piano è invece occupato da una palestra ben attrezzata, dove vengono offerte lezioni di gruppo gratuite, sette giorni su sette. I clienti possono partecipare a un massimo di quattro lezioni di 45 minuti alla settimana, con corsi che spaziano dalle lezioni di yoga, agli esercizi alla sbarra o al running. Ma Nike ha anche sviluppato un programma specifico di corso NTC, molto seguito, basato su sessioni guidate da un istruttore, che poi possono essere riprese individualmente con il cellulare o il tablet grazie all’app Nike Fuel.

Nike Training Club si propone in pratica come un completamento cross-canale nella relazione con le clienti, integrando le relazioni fisiche con quelle digitali, sia individuali che di community, rafforzando una relazione con il brand basata sui servizi e l’experience invece che semplicemente sulla vendita.

Chiavi dell’innovazione

  • Inserimento di una palestra nel negozio
  • Corsi gratuiti per i clienti
  • Integrazione con l’app  Nike Fuel

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 9, a cura di Fabrizio Valente

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Dal Brasile cosmesi per i più giovani

Quem disse, Berenice? - Brasile

Un fast beauty accessibile e colorato, che stimola le clienti a farsi coinvolgere e a sperimentare, in un ambiente moderno e integrato con i social media

Dati chiave

Format: fast beauty

2012: lancio

100 negozi e chioschi

40 mq: superficie media negozi

6 mq: superficie chioschi

 

Opportunità

Con la rapida crescita dei Paesi in via di sviluppo come il Brasile, una delle opportunità per i retailer oggi è offrire nuove esperienze d’acquisto rivolte ad una classe media che si afferma velocemente. Soprattutto nei target giovanili cresce il desiderio di consumi accessibili e moderni. Il gruppo brasiliano Boticario, specializzato nella vendita di cosmesi e leader di mercato, ha deciso di sviluppare un format dedicato ai target giovanili con il concept più mirato Quem disse, Berenice? (Cosa ha detto Berenice?), colorato, informale e con prezzi accessibili.

Il concept

Lanciata nel 2012, la catena si è sviluppata velocemente in diverse città del Brasile proponendo un assortimento di fast beauty tutto a marca privata: rossetti, smalto per unghie, ombretti, pennelli, fondotinta, accessori per il trucco, profumi. La scelta di puntare su prodotti dai packaging colorati esposti in display in modo accattivante, invoglia le ragazze a provare i diversi prodotti, mescolare i colori, sperimentare nuovi accostamenti dando libero spazio alla loro creatività. Questa filosofia basata sulla voglia di giocare e provare è supportata dalla presenza di personale preparato che insegna, aiuta e offre consigli alle clienti.

L’ambientazione è domestica e calda e visto il tipo di target la musica è uno degli elementi chiave del retail mix: selezionata con cura e aggiornatissima, è accessibile oltre che in negozio anche in podcast sul web.

Per coinvolgere le giovani clienti creando livelli di comunicazione empatica è stato creato il personaggio di Maria Berenice, una ragazza che inizialmente appare timida e molto chiusa, e gradualmente si trasforma in una giovane donna attraente, felice e sicura di sé. Questo modello viene veicolato su tutti i canali di comunicazione usati incluso quelli on-line su cui il gruppo è molto attivo: la pagina Facebook a solo 10 mesi dal lancio ha raggiunto più di un milione di fan, stimolando il diffondersi del brand a livello nazionale e favorendo un maggiore traffico in negozio.

Chiavi dell’innovazione

  • Fast-beauty moderno, domestico, accessibile
  • La storia di Maria Berenice come modello di identificazione
  • Uso integrato dei social media

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 9, a cura di Fabrizio Valente

 

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Rioba Café Metro: un caffè per fidelizzare

Rioba Café Metro - Germania

Individuare una categoria chiave per i clienti, svilupparla nell’assortimento e nei servizi e fidelizzare i clienti con opportunità di business insieme: la nuova strategia di Metro, colosso del B2B, per i suoi clienti Horeca, che ora possono anche aprire una propria caffetteria in franchising

Dati chiave
Format: caffetteria
2011: prima apertura
15 negozi
6 Paesi

L’opportunità
Il caffè è una delle bevande più diffuse nel mondo e quindi è una categoria chiave nel retail alimentare per fidelizzare i clienti sia B2C che B2B. Metro, leader europeo del Cash & Carry, ha deciso di usarla da tempo in modo strategico puntando su un ampio assortimento (di caffè) e prodotti complementari, tutti a marca privata. Il nuovo passo è ora quello di sviluppare un format in franchising, Rioba Café, per fidelizzare i suoi clienti Horeca.

Il concept
Da tempo Metro ha sviluppato un assortimento a marchio privato Rioba dedicato al mondo del caffè e delle categorie correlate. Negli anni le referenze sono aumentate e oggi contano su caffè, tè, snack vari, ma anche tazzine, tovaglioli, casalinghi, accessori per la tavola, macchine per il caffè… Di fatto Metro vende tutto il necessario per chi gestisce una caffetteria e quindi, nell’ottica di rafforzare le relazioni con i suoi clienti B2B che operano nell’Horeca, ha deciso di puntare sui servizi e sulle partnership. Ha perciò lanciato il concept di caffetteria Rioba Café, realizzato con una scelta accurata di arredi e accessori volti a ricreare un ambiente accogliente e informale.
L’idea di Metro è quella di offrire un concept ‘chiavi in mano’ comprensivo di macchinari, formazione del personale e assistenza tecnica, che si sviluppa in modo simile al franchising con dei contratti però più flessibili, che non implicano i tipici obblighi contrattuali e la struttura di costi tipici di questa formula di collaborazione.
Dopo il successo dei primi Rioba Cafè inaugurati da Metro in Germania sono stati aperti altri 15 punti vendita in 6 Paesi (Olanda, Ucraina, Turchia, Danimarca, Grecia e Germania) e il gruppo ha anche aperto alcuni corner pilota all’interno dei Cash & Carry di sua proprietà.

Chiavi dell’innovazione
• Concept basato sulla marca privata
• Formula ‘chiavi in mano’ per i partner Horeca
• Servizi aggiuntivi integrati: corsi e assistenza

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 9, a cura di Fabrizio Valente

 

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Graanmarkt: un negozio ibrido nel cuore delle Fiandre

Graanmarkt 13 - Belgio – Antwerp

Nel cuore delle Fiandre un negozio ibrido e vitale: abbigliamento, accessori e design si integrano con una galleria d’arte e un ristorante in un ambiente curato e raffinato

Dati chiave
Format: style store
220 mq

L’opportunità
Nel mondo del retail life style i clienti continuano ad apprezzare quei concept indipendenti capaci di esprimere un’identità forte e la passione degli imprenditori. E’ il caso di Graanmarkt 13, un negozio ibrido che vende non solo capi di abbigliamento e oggetti di design, ma ha sviluppato al suo interno anche una galleria e un ristorante.

Il concept
Ilse Cornelissen e suo marito Tim Van Geloven sono i creatori del nuovo concept Graanmarkt 13, insegna data dall’indirizzo della location: un edificio a quattro piani, dove convivono moda, arte, ristorazione e soprattutto la passione dei due imprenditori, che abitano in uno dei piani.

Il piano d’ingresso è dedicato al negozio di abbigliamento, con un assortimento che include stilisti internazionali come Isabel Marant, Marni, Indress, L’Agence e Monique Van Heist. Sono presenti anche oggetti di design, di brand ricercati come la ‘Nymphenburg Porcelain’, azienda storica di porcellane di Monaco di Baviera e una interessante selezione di pezzi di design unici e con lavorazioni fatte a mano, con particolare attenzione all’artigianato locale di qualità.
Al piano superiore si trova la Art Gallery che ospita mostre ed esposizioni d’arte. L’area spesso viene utilizzata anche per organizzare cene private, incontri di lavoro oltre che feste e servizi fotografici.

I clienti che frequentano il negozio sono persone attente alla moda, che amano viaggiare, e che vedono in Graanmarkt 13 uno spazio dove respirare un’atmosfera internazionale, trovare brand ricercati, scoprendo allo stesso tempo le tradizioni proprie di Anversa.
Su questa filosofia si basa anche il ristorante: nel basement dell’edificio, un ‘gastronomic restaurant’ è gestito dal giovane chef Seppe Nobels la cui cucina si ispira alle tradizioni del territorio, dopo aver imparato il mestiere facendo esperienza anche in Italia con chef come Gianni Brunelli (Osteria le Logge, Siena).

Il negozio è presente anche nel canale dell’on-line con un proprio sito di e-commerce e attivo su social media come facebook, pinterest e twitter.

Chiavi dell’innovazione
• Passione empatica dei due imprenditori
• Style store integrato e coerente

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 9, a cura di Fabrizio Valente

 

 

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Audi City: mercato automobilistico sempre più hi-tech

 

Audi City Mayfair – GB - Londra

Il tradizionale mercato automobilistico diventa sempre più hi-tech: una coinvolgente esperienza 3D consente ai clienti di creare la propria auto attraverso una serie di combinazioni personalizzabili

Dati chiave
Format: showroom auto
2012: prima apertura
2 negozi: Londra e Pechino
400 mq: superficie media

Opportunità
Il trend della personalizzazione costituisce una delle leve più forti per il coinvolgimento dei clienti. Lo sviluppo di tecnologie sempre più avanzate consente di espandere in termini sempre più ampi queste possibilità, consentendo ai retailer di ridurre gli spazi espositivi e contenere i costi delle location, in particolare in settori come quello delle concessionarie auto. In questa prospettiva Audi ha creato uno showroom a Londra (seguito poi da uno a Pechino) dove vengono esposti solo un numero limitato di modelli utilizzando poi diverse tecnologie, oltre che per mostrare l’intera linea, anche per offrire la possibilità di vedere in anteprima versioni personalizzate dagli stessi clienti.

Il concept
La nuova sfida che Audi sta affrontando con successo è quella del forte utilizzo del digitale in un mercato tradizionale e consolidato come quello automobilistico. Non sembrava facile convincere i clienti ad acquistare un’auto vista unicamente con un’esperienza digitale, non solo per la complessità e le dimensioni del mercato, ma anche per l’elevato valore dell’acquisto.
Lo showroom si caratterizza già dall’ingresso con grandi schermi interattivi posti lungo le pareti, dedicati ai processi di personalizzazione. La macchina viene proiettata nelle sue dimensioni reali e i clienti possono prima personalizzarla in ogni dettaglio. Un avanzato software 3D consente rendering molto realistici dell’auto finita, nelle diverse opzioni scelte dal cliente, garantendo un’esperienza d’acquisto gratificante e rassicurante sul risultato finale del prodotto. Il software consente poi di muovere il modello a piacimento per farla visualizzare al cliente nelle angolature preferite.
Visti i primi risultati positivi Audi ha già pianificato 18 nuove aperture.

Chiavi dell’innovazione
• Personalizzazione dell’auto in tutti i dettagli
• Visualizzazione dell’auto a grandezza reale e in 3D

 

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 9, a cura di Fabrizio Valente

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Sport Check Retail Lab, l'innovazione nello sport

Sport Chek - Toronto – Canada

Con il supporto dei global brand di prodotto Sport Chek ha aperto il suo primo negozio-laboratorio: uno spazio fisico e virtuale concepito per condividere e sperimentare le nuove frontiere della tecnologia applicate allo sport e alla creatività.

Dati chiave

Format: specializzato sport

2013: prima apertura

1.100 mq

 

Catena Sport Chek

163 negozi

L’opportunità

Il settore retail dello sport – abbigliamento e articoli - vede sempre più protagoniste i global brand, che continuano a investire nell’evoluzione dei prodotti tecnici. Viste le crescenti aspettative dei clienti di venire informati e coinvolti in modo attivo si stanno aprendo nuovi spazi di partnership fra retailer e brand su progetti innovativi e tecnologici, che coinvolgono sia i negozi sia i canali digitali, su cui si possono veicolare infiniti contenuti: dal confronto diretto sulle performance tra atleti di ogni livello e di ogni città alla realizzazione grafica di calzature e abbigliamento e alle community create sui social media. Un’opportunità che la catena Sport Chek ha colto in Canada, supportata da numerose aziende leader per la realizzazione di un negozio Retail Lab destinato a sperimentare le forme più avanzate di coinvolgimento dei clienti.

Il concept

Sport Chek, catena canadese della società Canadian Tire specializzata in articoli sportivi che conta oltre 160 punti vendita, ha progettato un negozio di oltre 1.000 mq che funge da Retail Lab. Il Retail Lab è una vera e propria mecca digitale che Sport Chek ha realizzato in partnership con le aziende sportive leader di settore che hanno investito per realizzare progetti tecnologici innovativi per coinvolgere i clienti a un livello esperienziale completamente nuovo, con interfaccia e condivisione sui social-media e un elevato grado di personalizzazione.

Nel negozio sono presenti oltre 140 touch screen, da maxi-schermi di 55 pollici a tablet, che i clienti possono utilizzare per visualizzare il vasto assortimento selezionato dei vari global brand, ma anche delle linee a marchio proprio. Gli schermi, oltre che essere legati alle informazioni e all’ordine dei prodotti, sono anche dedicati alle informazioni e alle immagini dei principali sport (per es. gli ultimi risultati di basket della NBA ), ma anche una finestra sugli eventi locali: tornei amatoriali di hockey all’aperto, eventi della città, ecc. Accanto alle scale mobili vi è una parete con 19 schermi con Xbox Kinect che visualizzano promozioni, caratteristiche dei prodotti ed eventi sportivi live.

Adidas ha installato la prima parete digitale permanente di scarpe in Canada, che consente di visualizzare e approfondire oltre 500 modelli. Per la personalizzazione Reebok ha realizzato il kiosk dove assemblare ogni singola parte delle calzature secondo le proprie esigenze tecniche ed estetiche, scarpe che vengono consegnate a casa in 4-6 settimane. Sidas realizza una mappa 3D del piede del cliente per costruire solette interne su misura per scarponi da sci e snowboard. I runner possono utilizzare un tapis roulant che analizza la biomeccanica e Nike mette a disposizione il laboratorio digitale Nike VJ per creare sulla parete immagini originali fatte da impronte di battistrada e disegni a mano libera utilizzando la tecnologia ‘gaming controller’: alcuni modelli di scarpe collegati allo schermo diventano ‘pennelli’ e le grafiche realizzate a parete vengono condivise sui social media e utilizzate per ispirare nuovi modelli.

Oakley dispone di uno spazio per comporre occhiali da sole personalizzati, mentre i tifosi possono creare una maglia indicando la squadra del cuore, il numero e il nome del giocatore preferito.

Gli addetti alla vendita, reclutati tra gli appassionati di sport, sono dotati di tablet e il servizio è particolarmente curato sia per la comunicazione degli aspetti tecnici dei prodotti, sia per i servizi di manutenzione degli attrezzi (sci e snowboard, racchette da tennis,…). Sport Chek è attiva su social media e con un’app si possono ottenere promozioni personalizzate.

Canadian Tire ha in progetto di aumentare del 50% la superficie complessiva di vendita della catena aprendo 100 nuovi negozi nei prossimi 5 anni. Il concept dei prossimi nuovi negozi, ma anche di quelli già esistenti (che arrivano a superare i 7.000 mq) sarà influenzato dai risultati ottenuti da questo negozio-laboratorio.

Retail is detail

Attraverso un impianto di controllo i contenuti digitali personalizzati per ogni schermo sono aggiornati ogni 12 minuti.

All’interno del negozio si possono visualizzare prodotti e promozioni con tecnologia 3D a realtà aumentata scaricando un’app.

I clienti possono scoprire le caratteristiche dei prodotti, scansionando coupon usando la tecnologia NFC o interagire con i contenuti.

Il negozio prevede il servizio di valet parking (parcheggiatore).

 

Chiavi dell’innovazione

  • Coinvolgimento attivo dei clienti attraverso tecnologie in-store e realtà aumentata.
  • Digitalizzazione dell’esposizione di prodotti
  • Innovazione tecnologica nell’assistenza con i tablet

Caso tratto dalla ricerca Retail Innovations 9 – a cura di Fabrizio Valente Kiki Lab – Ebeltoft Italy

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Lorna Jane, usare i social media in modo armonico e integrato

Lorna Jane - Australia
Usare i social media in modo armonico e integrato: così Lorna Jane è riuscita a rinnovare il proprio successo, rafforzando il posizionamento storico legato a stili di vita dinamici e salutari, e a capi e accessori di activewear tecnico e femminile.

Dati chiave
Format: specializzato activewear femminile
1993: prima apertura
149 negozi + e-commerce
120 mq: superficie media
40.000+ interazioni quotidiane su FB

Opportunità
Oggi molte donne sono sempre più attente al benessere personale e alla cura del proprio aspetto. Consapevoli dell’importanza di uno stile di vita dinamico per raggiungere questi obiettivi, si rivolgono in modo nuovo al settore dell’abbigliamento sportivo e dell’activewear, con una richiesta crescente di capi adatti a una vita attiva, che rispondano sia a criteri evoluti di tecnicità, sia a stili femminili e trendy.

Concept
Lorna Jane è diventata, in poco più di vent’anni, un’azienda leader in Australia nella produzione e vendita di abbigliamento per il tempo libero con il proprio brand, in un sistema integrato verticale tra design, produzione e negozi. Dal primo negozio del 1993 si è sviluppata fino a 149 punti vendita, oltre al canale on-line, con un assortimento totalmente di marca privata.
La selezione di tessuti di alta qualità e materiali high-tech e uno stile particolarmente attento a facilitare la vestibilità e accentuare la femminilità, rende le collezioni innovative, dinamiche e sfiziose. Nel tempo l’assortimento si è ampliato fino a includere capi dedicati ad attività in crescita come la danza e lo yoga, di cui Lorna Jane organizza corsi in negozio, e strumenti tecnologici come il contapassi. Lo stile di vita promosso dal brand è stato tradotto in modo coerente anche nell’underwear e negli accessori più trendy. Come strumenti di comunicazione per diffondere l’insegna e i suoi valori è stata lanciata una rivista in stile fashion blogger, ormai anche in versione on-line, aggiornata e moderna, con ricette gustose e sane, esercizi fisici,…


Il brand è diventato sempre più familiare come sinonimo di vita attiva ed è associato alla filosofia sintetizzata nello slogan ‘Move, Nourish, Believe’, cioè ‘Muoversi ogni giorno, Nutrirsi bene, Credere in sé stesse’, utilizzato per creare un circolo virtuoso nella comunicazione tra il brand e le clienti, sia nei negozi sia nei canali digitali.
La nuova sfida che Lorna Jane sta affrontando con successo è quella dei social media in chiave cross-canale. Il brand ha stimolato la creazione e la crescita di ampie community che costituiscono una preziosa risorsa per strategie di cross-canalità e di fidelizzazione. L’azienda è leader indiscussa del suo settore per l’uso intelligente dei social network: raggiunge oltre 40.000 interazioni al giorno su Facebook, con iniziative che stimolano il traffico aggiuntivo in negozio. Ad esempio la catena regala workshop di attività che organizza in negozio alle clienti che testimoniano i progressi ottenuti con l’allenamento pubblicando le proprie foto. Lorna Jane vanta anche un’attiva presenza su Pinterest e Instagram e ha creato un’app che traccia le performance, ad esempio misura la velocità e le calorie bruciate, con la possibilità di condividerle con gli amici.
La catena ha interessanti piani di sviluppo e ha iniziato la sua espansione a partire dalle recenti aperture in California.


Chiavi dell’innovazione
Strategie cross-canale per aumentare il traffico nei negozi
Esperienzialità in-store con corsi ed eventi
Filosofia coerente e valorizzante delle donne

 

Caso tratto dalla ricerca Retail Innovations 9 – a cura di Fabrizio Valente Kiki Lab – Ebeltoft Italy

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Mymuesli, e-food personalizzato e bio

Mymuesli – Germania

Un concept semplice ed efficace che pone al centro la personalizzazione: con il negozio on-line Mymuesli ha conquistato il mercato tedesco dell’e-Food e ora sta sviluppando la rete di negozi tradizionali, utilizzando anche la sinergia delle attività cross-canale

Dati chiave

Format: concept alimentare specializzato multi-canale

2007: lancio on-line

2012: apertura primo negozio

10 negozi in Germania (altri 10 previsti nel 2014)

25-50 mq: superfici

L'opportunità

Con la crescita dell’e-commerce aumentano anche le catene alimentari che investono nel settore dell’e-Food (ordine e/o acquisto di prodotti alimentari con internet) e colgono l’opportunità di espandersi in un mercato ancora poco sviluppato, ma che risulta in rapida evoluzione ed espansione, con opportunità interessanti, come dimostrano l’ingresso di colossi come Amazon e di WalMart nell’e-commerce dei freschi.

In Germania il mercato e-commerce è in crescita e il 18% dei clienti già si rivolge all’e-Food. Recentemente nel settore si è affermato Mymuesli, un caso molto innovativo, specializzato su una categoria molto popolare in Germania, il muesli, e basato sulla personalizzazione del prodotto, con un’ampia selezione di ingredienti biologici e di qualità che risponde alla crescente domanda di uno stile di vita più sano.

Il concept

L’idea del coinvolgimento dei clienti nella preparazione del proprio muesli è stata da subito la chiave d’innovazione su cui i fondatori hanno basato il concept, nato nel 2007 come sito di e-commerce. Sono più di 80 gli ingredienti disponibili e, seguendo il motto ‘crea il tuo muesli’, si possono realizzare migliaia di miliardi di combinazioni personalizzate di muesli che soddisfano anche i clienti più esigenti e fantasiosi. Sul sito internet le diverse basi di muesli possono infatti essere arricchite con semi vari, frutta secca, ecc., creando un mix unico al quale i clienti possono anche attribuire un nome, che viene stampato sulla confezione.

Il processo on-line è divertente, accattivante e semplice. La confezione standard è quella di 575 grammi e ha la forma di cilindro con una grafica curata. Il cliente inizia scegliendo una fra le 14 opzioni di muesli base a cui a mano a mano aggiungono gli ingredienti successivi. Lo schermo aggiorna in tempo reale sia il prezzo sia le caratteristiche nutrizionali del mix. Per un servizio più rapido sono anche disponibili mix già pronti e pensati per target specifici, come il Gipfelstürmermüsli (il muesli dello scalatore).

Mymuesli è stato uno di quei concept digitali che col tempo capiscono l’importanza di aprire anche negozi fisici: dal 2012 ne ha aperti dieci, a gestione diretta, in grandi città tedesche. Il muesli resta il prodotto base anche nei negozi, ma l’assortimento include anche succhi, thè, caffè in grani e altri prodotti rigorosamente biologici, con preferenza per quelli locali ed equosolidali. Con il servizio clicca e ritira i clienti possono comporre il loro mix di cereali preferito on-line e scegliere se farselo spedire a casa oppure ritirarlo al negozio più vicino, evitando le spese di spedizione.

Anche se il modello commerciale del concept trae i ricavi maggiori dal commercio on-line, i negozi, che offrono anche la possibilità di personalizzazione con frutta fresca, stanno diventando sempre più importanti per le attività cross-canale e per la shopping experience. Nel bar interno è possibile intrattenersi per un caffè, per sperimentare nuovi mix di muesli oppure per comprare accessori, come ciotole, cucchiai o scatole regalo. Nel frattempo Mymuesli è anche diventato un grossista che consegna prodotti confezionati anche a molti supermercati tedeschi.

L’azienda è una delle start-up di maggiore successo in Germania: se nel 2007 i tre fondatori impacchettavano i primi ordini di muesli nel soggiorno di casa, oggi l’azienda possiede due centri di produzione con circa 100 dipendenti. Mymuesli ha anche vinto numerosi premi, fra cui il Deutscher Gründerpreis per il miglior nuovo concept.

Retail is Detail

Nei negozi ai clienti è consentito riutilizzare con una scatola di muesli confezionata in precedenza, per rispettare l’ambiente. La personalizzazione in negozio si estende anche alle tazze da usare per il muesli.

Il design dei negozi tradizionali, con interni interamente bianchi ad eccezione di particolari in legno, è creato per enfatizzare visivamente i distributori cilindrici dei vari ingredienti. Ognuno ha colori e design unici e l’aspetto del negozio cambia ogni volta che questi vengono ridistribuiti.

Chiavi dell’innovazione

Coinvolgimento dei clienti nel processo di personalizzazione fino al nome del mix

Focalizzazione su una categoria trattata in profondità

Apertura di negozi dopo il lancio on-line

 

Caso tratto dalla ricerca Retail Innovations 9 – a cura di Fabrizio Valente Kiki Lab – Ebeltoft Italy

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BURBERRY FLAGSHIP STORE

Burberry Flagship Store - Gran Bretagna - Londra

Addio alle cose e alle casse: il flagship di Burberry innesta varie tecnologie nel negozio tradizionale, rendendo più semplice, comodo e veloce il processo di acquisto in questo sorprendente teatro trasformato in una raffinata e vitale boutique

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ARCIMBO: IL FRESCO CHE ATTRAE

Arcimbo - Francia

Completare l’offerta in una logica multicanale integrata: Auchan affianca a suoi Drive, di grande successo in Francia, un negozio specializzato sui freschi, ampio e attraente, per offrire un completamento delle necessità di shopping che risponda alle preferenze dei clienti.

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WARBY PARKER: OCCHIALI DAL WEB AL NEGOZIO

Werby Parker - Web e New York

Un concept di occhiali 100% a marca privata, con prezzi accessibili e ottima qualità, che parte con l’on-line, poi apre negozi e ora, in una logica cross-canale, porta in giro le nuove collezione su un bus arredato come una biblioteca

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THE KASE, LA COVER CHE CONQUISTA

The Kase - Francia

Tablet e smartphone sono diventati oggetti quotidiani, a volte quasi intimi. The Kase offre l’opportunità di personalizzarli con cover e custodie protettive con un’amplissima scelta di grafiche e disegni, anche creati dai clienti stessi

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