Le bussole

Gli uffici più belli del mondo

Com’è fatto l’ufficio dei sogni? Ovviamente ognuno di noi ne ha in mente uno, ma negli ultimi anni le grandi aziende (soprattutto statunitensi e soprattutto guidate e gestite da giovani) ci hanno dato parecchi spunti.
L’idea generale è quella di rendere l’ufficio sempre più vicino ad un luogo di svago o di piacere, con aree gioco, relax e distinzioni ben precise tra spazi condivisi e isolati, a seconda dello scopo.
Vi riportiamo di seguito qualche esempio da cui trarre ispirazione.


King (Candy Crush), Stoccolma
L’ufficio centrale dell’impero di Candy Crush, progettato dagli architetti Adolfsson & Partners al centro di Stoccolma, è uno spazio coloratissimo e divertente, ispirato proprio al gioco creato da King.
All’ingresso vi accoglie un enorme troll rosa, mentre la reception è a forma di uovo.

Ogni stanza, poi, si ispira a uno dei giochi dell’azienda (non solo Candy Crush): Deep Sea, Countryside, Treasure Island, Green Hills, Magic Forest, Sandy Dunes, Mountain Tops, Wild Jungle, Kingtown (Upper e Lower) e Pavilion Park. Gli spazi sono anche costruiti in maniera intelligente, ad esempio i tavoli hanno angoli arrotondati e possono essere alzati o abbassati a seconda delle esigenze.


(Immagini Officelovin)

Google, Tel Aviv e Zurigo
Google non ha certo bisogno di presentazioni ed è stata un’azienda antesignana degli uffici “giocosi” con i famosi scivoli del quartier generale (poi diffusi in tutte le altre sedi).

L’ufficio di Google a Tel Aviv dispone di una sala Lego, una sala musica, una palestra, un’oasi alberi d’arancio, workstation in spiaggia, con tavole da surf e lettini, e uno scivolo interno che collega due piani.

(Immagini Bigodino)

Negli uffici di Google Zurigo ricompare lo scivolo, ma anche l’idea delle camere isolate per momenti di relax e privacy.


(Foto: Camenzind Evolution Credits Peter Würmli)

Lego, Billbund (Danimarca) e Londra 
Un altro colosso da cui prendere ispirazione è Lego, nei cui uffici non possono certo mancare centinaia di mattoncini e costruzioni, oltre alle aree gioco dotate di biliardino (se i Lego non dovessero bastare).

Trivago, Düsseldorf (Germania)
E anche negli uffici di Trivago non manca l’area giochi per i dipendenti, oltre ad una sala yoga ed una parete per arrampicata indoor. Per liberare la mente durante le ore di lavoro.

Se tutto questo divertimento e condivisione non fa per voi, vi suggeriamo la trovata della sede di Ponts and Huot, a Parigi, dove i dipendenti sono come avvolti da una bolla di sapone.


(Immagine: Office Snapshots

Vi chiederete se esistono uffici del genere anche in Italia e la risposta è sì.
A Milano sono recentemente sorte sedi moderne che rispondono a esigenze di smart work e duttilità degli spazi lavorativi.
Un esempio è l’Unicredit Tower di Milano che suddivide gli spazia seconda delle diverse attività che vi vengono svolte e delle relative esigenze (silenzio, comunicazione, lavoro di gruppo,…).



(Immagini Marco Puoti)

Altro esempio italiano è la sede milanese di Facebook, inaugurata nel 2014, che unisce il "look & feel" di Facebook globale con elementi di design e concetti tipicamente italiani. Come si vede dalla cucina, ispirata alla tipica Latteria di quartiere di una volta e arredata con pezzi unici e artigianali del design Made In Italy. 


(Immagini: Repubblica)  

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IL NEGOZIO 2.0

Un tempo si diceva che il cliente ha sempre ragione.
Oggi questo adagio è cambiato, ma solo in apparenza, con la nuova espressione “customer satisfaction”, su cui si misura la qualità e il successo di ogni attività commerciale.
Ma come ottenere questa agognata soddisfazione del cliente? Secondo molti, con l’evoluzione dei costumi e delle tecnologie, ci si dovrebbe affidare a strumenti innovativi come realtà aumentata, e-commerce, camerini virtuali, commessi 2.0, ecc..


Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.


Innanzitutto il personale di vendita resta la cartina tornasole dell’efficacia della vostra attività: più un commesso è abile, empatico e convincente (senza eccessi), più le vendite aumenteranno e il cliente sarà soddisfatto e fidelizzato.
Ma come si è evoluto il commesso negli ultimi anni? Innanzitutto è diventato “personal shopper” ovvero una persona che fa shopping al posto vostro, quando non ne avete tempo o voglia (questo vale soprattutto per gli uomini). Una sorta di evoluzione dell’assistente personale, questa volta dedicato solo ed esclusivamente agli acquisti.


Poi l’assistente di vendita si è adattato al passare del tempo e si è “digitalizzato” : GDO, catene, librerie … in tutti quei punti vendita di grandi dimensioni e con un’offerta sconfinata i clienti si possono affidare a totem digitali che forniscono tutte le informazioni necessarie su un articolo, dal prezzo a su quale scaffale si trova.


La fila alle casse è stata tagliata con il fai-da-te, dove i cassieri sono i clienti stessi e anche con strumenti ottici che fanno il conto al posto vostro, così da poter pagare direttamente il totale alla cassa, senza perdere tempo.


Se poi il cliente è particolarmente di fretta (o pigro) l’e-commerce è la sua soluzione ideale.


Implementare soluzioni di questo tipo, però, si è rivelato più difficile per quei negozi che richiedono una prova “dal vivo”, abbigliamento e scarpe su tutto. Le piattaforme di e-commerce hanno ovviato con l’opzione “soddisfatti o rimborsati”, altri con la possibilità di provare e restituire in caso l’oggetto non vada bene, altri ancora con la tecnologia RFID (Radio-Frequency IDentification, per l'identificazione e/o memorizzazione automatica di informazioni basata sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di particolari etichette elettroniche, chiamate tag che rispondono all'interrogazione a distanza).


Tramite l’RFID è possibile creare dei camerini virtuali, per provare abiti davanti al computer, allo smartphone o al tablet come davanti allo specchio.
Un’evoluzione di questa tecnica è la prova virtuale dal parrucchiere: prima di procedere con il taglio si può vedere come ci starà simulandolo tramite applicazione digitale.


A questo link potete trovare alcuni video di camerini virtuali, assistenti digitali dal parrucchiere e commessi 2.0 nella grande distribuzione.

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Il fenomeno dello “showrooming” o TOPO

Si tratta di un fenomeno che, con elevata probabilità, è destinato ulteriormente a crescere a causa anche della diffusione degli smartphone. Sono oramai tantissime le persone che hanno sempre con sé uno strumento connesso a internet e in grado (grazie anche alle molte applicazioni disponibili e a schermi grandi e ben visibili) di

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Impatto di internet sulle fasi del processo d’acquisto

L’effettivo acquisto è solo un momento (il più importante per un negoziante, certo, ma non l’unico) di un processo molto più complesso portato avanti, consapevolmente e inconsapevolmente dal consumatore, e che, illustrato per sommi capi, senza voler scomodare i testi di marketing, prevede le fasi indicate in tabella. Internet ha una influenza molto forte (e crescente, tanto per cambiare) sulle fasi 3, 4 e 5, quelle che riguardano la selezione delle alternative, il momento di acquisto e la fase post acquisto.

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L'E-commerce

Tutte le tipologie di utilizzi di internet illustrate nella sezione precedente sono rilevanti per il loro impatto sul commercio tradizionale, e saranno affrontate nel dettaglio nei capitoli successivi, ma certamente il fenomeno considerato più “pericoloso”

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Utilizzo di internet

Dopo aver visto le magnifiche sorti, e progressive del fenomeno internet, le vere domande da porsi ai fini di questo libro sono le seguenti: Cosa fanno su internet questi 2 miliardi di persone (in particolare gli italiani)?  E cosa faranno nei prossimi anni? Quali sono gli impatti sui negozi?

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