NEGOZI FISICI E ONLINE, INSIEME

Internet ha stravolto le regole del commercio ma ciò non significa che i negozi online abbiano sconfitto quelli fisici. Per offrire ai propri clienti i vantaggi di entrambe le opzioni alcuni operatori sono stati in grado di creare un’esperienza di acquisto completa, per cui gli esperti hanno coniato il termine “unified commerce”.

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Il terziario che verrà

Il Centro di Formazione Management del Terziario di Confcommercio e Manageritalia hanno realizzato un’indagine previsionale dedicata allo Scenario del Terziario Futuro 2020 per capire quale sarà l’evoluzione del settore e come creare una nuova cultura digitale.
La sinergia tra online e offline sarà sempre maggiore e la clientela, sempre più informata ed esigente, richiederà alcune caratteristiche tipiche dell’e-commerce anche nei negozi fisici (ad es. maggiore specializzazione in intrattenimento, disponibilità immediata e informazioni sofisticate).
“Il digitale sarà un’arma che anche il piccolo negozio al dettaglio dovrà integrare al meglio con l’esperienza fisica per competere con i grandi distributori e/o integrarsi con essi in modo complementare” spiega Pietro Luigi Giacomon, presidente del Centro Formazione Management del Terziario.
Non solo, considerata la complessità dei prodotti che il consumatore si troverà ad acquistare, crescerà sempre di più il valore aggiunto della fase post vendita legata all’assistenza e alla manutenzione e si accentuerà la distanza tra servizi di qualità e non. Tra i settori del terziario alcuni vivranno un processo di cambiamento più rapido.
Gli store del futuro, quindi, saranno sempre di più punti di ritiro di merce acquistata attraverso piattaforme di e-commerce. Fondamentale per garantire velocità di acquisto e ritiro sarà quindi la parte logistica.
Di pari passo cresceranno e si evolveranno le professionalità di manager e addetti alla vendita, per i quali saranno sempre più necessarie le competenze relative alla gestione di grandi flussi di dati e alla loro analisi attraverso software dedicati, per andare incontro alle esigenze del nuovo cliente.

Fonte: Nuvola-Corriere.it

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E-commerce: lo sprint del 2017

L’e-commerce b to c in Italia ha affrontato con uno sprint questo inizio 2017 ed entro l’anno dovrebbe riuscire a guadagnare una crescita del 20% con 23,4 miliardi di valore. Lo afferma Netcomm, il Consorzio del commercio elettronico italiano in occasione della presentazione dei trend del settore per il 2017.
Nonostante il calo delle vendite al dettaglio (-0,5%) registrato dall’Istat lo scorso dicembre, quest’anno la spinta agli acquisti online sarà data dalla lieve ripresa del PIL e dalla maggiore propensione delle famiglie italiane ad acquistare sul web.
“Il numero degli acquirenti online è cresciuto dal 2014 al 2016 del 26% ma ancora maggiore è stato l’incremento del valore del mercato e-comm che nello stesso periodo è aumentato di oltre un terzo. Anche per quest’anno prevediamo un forte sviluppo del comparto, in cui la multicanalità giocherà un ruolo chiave insieme alle vendite in mobilità e allo sviluppo di modelli di interazione tra negozio fisico e canali digitali”, sottolinea Roberto Liscia, presidente di Netcomm.

 


Le migliori performance di crescita sono attese per quelli che finora erano ritenuti comparti di nicchia: arredamento con complementi, abbigliamento, calzature, accessori, alimentari e largo consumo confezionato. Già oggi una catena su quattro di quelle attive nell’e-commerce offre prenotazioni online e ritiro a negozio, mentre il 12% prevede il reso.
Pare rallentare leggermente, invece, la richiesta di viaggi e vacanze on-line, insieme alle assicurazioni, mentre vanno bene l’elettronica di consumo e l’hi-tech (+28% nel periodo 2015-17).
Oltre ai giganti dell’e-commerce e alle grandi catene di distribuzione, in Italia si osserva una presenza sempre più strutturata di imprese medie e piccole che cercano di usare l’on-line a loro vantaggio anche verso mercati esteri.
Su quasi 21 milioni di acquirenti online attivi in Italia, quasi 16 milioni sono classificabili come clienti abituali nell’ultimo trimestre 2016. Ciascuno ha fatto in media non meno di tre acquisti nel periodo, spendendo mediamente circa 100€.
Sempre più acquisti, infine, avvengono da mobile, tramite smartphone (+80% degli acquisti).

Fonte: Il Sole 24 Ore

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FOOD ONLINE: MEGLIO SU MISURA

Cereali preparati su misura (con mymuesli.com), biscotti personalizzati da ricevere un’ora dopo l’ordine (a Cupertino con Doughbies), gli abbonamenti giornalieri allo spuntino (si paga un tot alla settimana per snack a domicilio su Naturebox.com) fino alle caffetterie dove la consegna a domicilio include la torrefazione al momento raccontano quanto il food e il largo consumo siano il terreno di conquista per l’innovazione digitale un tempo appannaggio solo di fashion e accessori.
La società Roland Berger ha condotto uno studio sui nuovi modelli di business digitali selezionando 100 start-up «Fast Mover Consumer Goods» in tutto il mondo che ridefiniscono le abitudini di consumo. A emergere è uno scenario dove l’e-commerce del cibo è «una categoria ancora di nicchia nell’online globale (vale circa il 9%, ndr)», spiega Pierpaolo Mamone, principal di Roland Berger e responsabile practice consumer goods, «ma è destinata a crescere grazie alla tecnologia, per un giro d’affari che insieme ai prodotti per la cura della persona sarà di 220 miliardi di dollari (211 mld di euro) entro il 2020 con un incremento del 16% annuo, oltre ogni altra categoria di spesa».
La ragione va ricercata «nei consumatori «always on», sempre connessi, che con il digitale vogliono risparmiare tempo, ma soprattutto fare esperienza di marca, quella gourmet experience tagliata su misura che tante start-up e anche i grandi marchi stanno proponendo in rete».
Alcuni paesi rappresentano già delle best practice nel settore dell’e-commerce del food: è il caso della Corea del Sud e del Regno Unito, dove la percentuale di internet user ad aver acquistato online prodotti alimentari confezionati è pari rispettivamente al 51% e al 37%, mentre in Germania Roland Berger stima che Amazon diventerà il secondo player nel mercato grocery entro il 2020.
La Penisola resta nelle stime un paese più tradizionale nell’approccio alla spesa alimentare. «In generale nel 2017 il tasso di intensità dell’online crescerà se le marche saranno in grado di andare incontro alle domande latenti dei consumatori che vogliono velocità negli acquisti e risparmio in primis», racconta Mamone. «In Italia è dinamico l’e-commerce dei settori consumer electronic e del fashion, ma ci aspettiamo una crescita del food anche nelle categorie meno rappresentate. Parlo di quello che viene definito confectionary, dagli snack al cioccolato ai dolci».
Sono legate proprio al settore dolciario le start-up più innovative legate all’e-commerce del cibo. «Dalla tedesca mymuesli.com ai biscotti della californiana Doughbies, l’online risponde anche a una voglia di artigianalità di preparato al momento», aggiunge Mamone. «Ognuno compone la propria ricetta e ci sono anche abbonamenti online per avere il pranzo sul desk dell’ufficio o lo spuntino pomeridiano a base di frutta secca come garantisce Naturebox».
Anche i grandi brand stanno innovando «per lo più ricorrendo a partnership», afferma la ricerca di Roland Berger. Kitkat Nestlé, per esempio, si è alleato con Android (il sistema operativo di Google), Ferrero insieme con Universal Studios ha lanciato i Tic Tac Minions, E sempre da Kinder Ferrero, secondo quanto risulta a ItaliaOggi sono attesi gli ovetti con la confezione collegata a giochi di realtà aumentata.

(Fonte: Italia Oggi)

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