AZIENDE SEMPRE PIU' ANDROGINE

Su un articolo recentemente pubblicato da Harvard Business Review Italia Andrea Granelli, esperto di innovazione, e Odile Rebotti, AD di Learning Edge ed autrice del libro «Il talento delle donne», hanno affermato che l’azienda del futuro sarà androgina, non più con ruoli prettamente maschili o femminili, ma vedrà la nascita di un nuovo genere di leader.

Si legge nell’articolo che «Solo riunendo maschile e femminile si genera qualcosa a sua volta capace di generare. Reintrodurre il femminino in azienda richiede di adottare anche forme nuove (processi, strutture, tecnologie) e, soprattutto, nuovi valori. Ciò implica non solo un “recupero della leadership al femminile”, ma la definizione dei primi elementi di un nuovo “sistema” di leadership che unisca i due aspetti maschile e femminile superando le contrapposizioni e vedendo le due componenti come necessarie e complementari in un ambiente sano e “high-performing”. Il nuovo genere di cui si dovranno dotare le organizzazioni del futuro è androgino e, per arrivarci, non basta bilanciare i generi, serve bilanciare mascolino e femminino».


Analizzando le nostre aziende Granelli e Robotti hanno constatato una permanenza di leadership maschile e stereotipata, ancora “vengono premiate le caratteristiche che ci aspettiamo contraddistinguano gli uomini».
Mentre quelle più prettamente femminili, come accoglienza, fertilità, costanza, praticità, non sono abbastanza stimate e ricercate, quando in realtà sarebbero davvero utili alla crescita aziendale.
Gli studiosi hanno anche notato un trend in qualche modo negativo delle donne che ricoprono ruoli di comando a “maschilizzarsi”: «Una possibile spiegazione - sostengono - è che le caratteristiche per accedere alle posizioni manageriali e i comportamenti necessari al successo nell’organizzazione prevalgano sulla tendenza a comportarsi secondo la norma imposta dal genere. Secondo questa interpretazione, la cultura sarebbe più forte di quella di genere».

Tuttavia le donne hanno indubbiamente uno stile lavorativo più democratico e partecipativo rispetto agli uomini, sia per loro doti innate, sia per diplomazia necessaria con collaboratori e colleghi. «le donne hanno dovuto imparare a essere leader senza usare troppo il potere, o perché non lo avevano o perché usarlo non era socialmente accettato».
I valutatori di entrambi i generi sono stati comunque concordi nel giudicare le donne superiori nei ruoli manageriali.


In conclusione è arrivata la proposta: andare verso un’azienda androgina che bilanci e integri i due principi vitali, mascolino e femminino.

Fonte articolo: Corriere Innovazione