Saldi invernali: le stime Confcommercio

I saldi invernali 2017 hanno ufficialmente preso il via il 2 gennaio scorso a cominciare dalla Basilicata e dalla Sicilia, mentre il 3 è stata la volta della Valle d’Aosta e il 5 gennaio nel resto del Paese.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà 344 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento, calzature ed accessori per un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro.
Secondo il Codacons, invece, i saldi sarebbero già partiti nel periodo natalizio in un negozio su tre in tutta Italia.
Ne approfitterà una famiglia su due (il 45%), ma con acquisti mirati e un budget che scenderà di circa il 5% rispetto allo scorso anno, senza superare in media i 175 euro a famiglia. «Gli esercenti hanno applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail, sms e messaggi ai clienti fidati», spiega l’associazione. 
Intanto il presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di Confcommercio, Renato Borghi spera in una ripresa delle vendite: «Dopo un Natale così così, la speranza passa ora per i saldi. Non saranno però saldi col botto. La nostra stima è che gli italiani spenderanno mediamente come nell’anno precedente. Le vendite di fine stagione saranno sempre una straordinaria opportunità per i consumatori ma, per noi commercianti, non saranno sufficienti a colmare un gap di consumi fortemente condizionato da un andamento sempre più incerto ed altalenante», ha spiegato Borghi.
Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda alcuni principi di base
Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo averlo acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. 
Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. 
Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. 
Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative promosse sull’intero territorio nazionale da Federazione Moda Italia, come «Saldi Chiari», «Saldi Trasparenti», «Saldi Tranquilli». 

Fonte articolo: La Stampa