ISTAT: SE LAVORANO SOLO LE DONNE

Secondo le ultime tabelle Istat aggiornate al 2016, sarebbero ben 970 mila le famiglie con coniugi o conviventi tra i 25 e i 64 anni (con e senza figli) in cui è solo la donna a lavorare a tempo pieno o part time, mentre l’uomo è in cerca di occupazione o inattivo.

Sono invece 192 mila le famiglie dove l’unico genitore presente è la madre, ma disoccupata, quindi secondo i criteri statistici in cerca di lavoro.
Secondo l’analisi di Dario Di Vico sulle pagine del Corriere della Sera, la maggiore occupazione femminile sarebbe dovuta principalmente a due ragioni: la capacità delle donne di rientrare in gioco e il ricorso al part-time.
Di Vico considera “probabile che molte donne possano essere diventate capofamiglia per effetto della perdita del posto di lavoro del coniuge, rimasto fuori per la diminuzione dell’occupazione nel manifatturiero”.
Le donne, in pratica, sono state maggiormente in grado di affrontare la crisi grazie ad una maggiore flessibilità nel cogliere tutte le occasioni offerte dal mercato del lavoro, part-time in primis.
Restano pressoché invariati i dati rispetto allo scorso anno per quanto riguarda le famiglie senza redditi da lavoro: si passa da 1 milione 92 mila a 1 milione 85 mila (-0,7%). Si tratta di «case» dove tutti i componenti attivi, che partecipano al mercato del lavoro, sono disoccupati. Quindi se reddito c’è arriva da altre fonti e non dall’impiego (rendite o pensioni).

Fonte: Corriere della Sera