MILANO: AMBULANTI E WEB MEGLIO DEI NEGOZI

Negozi in difficoltà nei primi tre mesi del 2017: il segno positivo nel settore lo portano solo gli ambulanti e gli shop online.

I dati di Camera di Commercio disegnano un calo generale delle insegne a Milano: - 0,3 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, 320 chiusure contro 119 aperture. Da 12.205 botteghe si è scesi a 12.166, con particolare sofferenza per le edicole e le cartolibrerie (-3,3 per cento), l’abbigliamento (-4,8 per cento), le ferramenta (-2,2 per cento) e le macellerie (-4,1 per cento). «Colpa del ricambio generazionale, non solo della crisi — spiega Alfredo Scotti dell’associazione Cartolibrai di Confcommercio —. I vecchi proprietari vanno in pensione e i figli non subentrano al loro posto. Amazon e i fornitori d’ufficio ci tolgono lavoro, ma diamo servizi al cliente che altri non offrono, questo è il nostro valore». Massimo Torti, segretario di Federmoda, parla di «un trend negativo consolidato. In Italia negli ultimi cinque anni si sono persi 17 mila punti vendita. A Milano per ogni nuova serranda alzata se ne contano due abbassate e le neonate insegne sono in mano a stranieri». Vengono meno i multimarca che promuovono il made in Italy e si rischia così di perdere una delle peculiarità dello shopping in città. Incidono anche i cantieri aperti per la linea 4 del metrò: in via Foppa, ad esempio, molti piccoli e medi commercianti si arrendono, messi in ginocchio dalla scomparsa dei clienti: «È impossibile raggiungerci, in strada non passa più nessuno» denunciano. Tra gli ambiti che fanno registrare il segno più, l’alimentare, dai bar gourmet ai ristoranti etnici. Anche la telefonia, con ventidue negozi aperti, è in classifica tra le categorie che non hanno grosse difficoltà, insieme alle botteghe di oggettistica e articoli regalo. In salita poi gli shop dedicati al benessere: profumerie, erboristerie e centri per la manicure, spesso in mano a titolari non italiani.
Gli ambulanti e l’online meritano un capitolo a parte. Se infatti si aggiungono le insegne «mobili» e virtuali a quelle fisiche, l’intero settore cresce dello 0,8 per cento rispetto ai tre mesi iniziali del 2016. Dai mercati ortofrutticoli allo street food, i titolari che hanno deciso di investire in nuove attività sono il 3 per cento in più. Tra gli ambulanti che smerciano altri prodotti, invece, si registrano cinque punti percentuali di crescita, ben 150 esercizi aggiuntivi. Le «botteghe» che hanno debuttato solo in Internet (meno costi, meno rischi) nel 2017 sono 34. A portare una boccata d’aria fresca almeno nell’abbigliamento ci pensano i saldi. Partenza felice e vendite buone anche ieri, inizio di settimana lavorativa. «I turisti hanno dato un forte contributo — spiega Alessandro Prisco, presidente di AscoDuomo —. Ma già giugno ha dato risultati positivi rispetto all’anno passato. Alcuni negozi hanno fatto riduzioni e sconti anticipati che hanno ingolosito i clienti». La speranza, dice, è che la tendenza continui fino ad agosto. A misurare il «termometro» in corso Buenos Aires Gabriel Meghnagi: «Sabato bene, domenica sottotono, ieri meglio rispetto al 2016». In media tre o quattro acquisti a persona, «già scelti prima che iniziassero le promozioni». Più cauta Laura Cristina Messina, presidente dell’associazione di via Piero della Francesca. «Puntiamo sull’evento di giovedì — dice — siamo partiti con calma, vorremmo proseguire meglio».

Estratto da: milano.corriere.it