CONFCOMMERCIO: CONVEGNO SUL FISCO

Si è svolto ieri, mercoledì 26 luglio, a Roma il consueto Convegno Nazionale di Confcommercio sul Fisco.

Tra gli intervenuti, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, il Ministro dell’Economia Padoan e il neo Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, oltre a Mariano Bella, Direttore Ufficio Studi Confcommercio-Imprese per l'Italia, che ha presentato un’analisi regionale sulle determinanti dell’evasione fiscale.

Secondo l’analisi regionale dell’Ufficio Studi, realizzata tra il 2011 e il 2014, in questo periodo di tempo il tasso di evasione fiscale è salito del 5,3%. Secondo quanto dichiarato dal Direttore Mariano Bella, l’aumento sarebbe da attribuire interamente alla crescita della pressione fiscale locale (quasi il 30%). Le altre determinanti hanno agito in senso contrario: indice di deterrenza, indice di senso civico e facilità di adempimento. 
La regione più irreprensibile, da questo punto di vista, è stata il Trentino, tanto che è stato stimato che se tutte le Regioni italiane si comportassero come lei si potrebbero recuperare 42,8 miliardi da emersione ed evasione fiscale nel medio periodo. 

Le parole del da neo-Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini sono state: ”Vorrei che quando arriva una lettera con il nostro logo a chi la riceve non prendesse un colpo".
Un’inizio ironico per dire che l'agenzia deve essere a sevizio del cittadini e delle imprese, “come un un vostro socio che però non si presenta solo per la distribuzione degli utili, non invadente nè lagnoso, ma che contribuisce alla vostra crescita, con un servizio di consulenza e con meno adempimenti".
Infine, la sua conclusione è stata che ”Occorre diminuire la temperatura del paese e mettere il fisco sul suo stesso fuso orario in modo che non sia più una zavorra che ci frena".

E’ stata poi la volta del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, secondo il quale:  "La pressione fiscale va certamente ridotta, ma oltre a questo bisogna spendere meglio i soldi e semplificare le procedure".
Il Ministro ha delfinito i risultati ottenuti finora dal governo "incoraggianti”, ma “resta molto da fare per una crescita strutturale e costante".
Padoan ha poi parlato della prossima Legge di Bilancio che "sarà improntata alla costante riduzione del deficit e ha aggiunto che bisogna passare da una stabilizzazione del debito a una sua riduzione, perché la spesa per interessi non sottragga risorse". E sempre a proposito della Legge di Bilancio, Padoan ha sottolineato che "le misure di decontribuzione selettiva per il lavoro giovanile rappresentano una leva importante. Sono interventi che devono essere permanenti". Il ministro ha speso poi qualche parola anche sul tema delle banche: "La gestione delle crisi bancarie è stato un punto di svolta. Ora ci aspettiamo dagli istituti di credito un aiuto alle imprese, in parallelo alla gestione efficiente delle sofferenze".   


A conclusione del convegno, come di consueto, l’intervento del Presidente Sangalli, dichiarando: "Questa prima parte del 2017 è caratterizzata dal rafforzamento dei segnali di ripresa della nostra economia, all'interno di uno scenario internazionale nel quale i rischi di rallentamento sono perfettamente bilanciati dall'eventualità di una crescita più robusta rispetto a quanto previsto soltanto alcuni mesi fa. (…) Le ombre sulle prospettive politiche dell'Europa non si sono del tutto diradate, ma nell'ultimo anno i risultati delle varie tornate elettorali hanno contribuito a ridurre le tensioni più aspre. Sarebbe un errore, tuttavia, immaginare che demagogia e sovranismo siano battuti. Manca ancora, infatti, una proposta credibile e condivisa per intraprendere un percorso di miglioramento delle istituzioni europee”.
Il Presidente si è poi soffermato anche sulla crisi dei migranti: “Non è risolta, né lo stallo in cui ci troviamo può costituire una soluzione. Le minacce terroristiche restano sullo sfondo. La sicurezza internazionale è gestita con troppe incertezze. Prevale, tra i maggiori stati europei, una condizione di sfiducia e di sospetto che non aiuta a progredire su una strada di maggiore integrazione. I mercati internazionali attendono senza fretta. Ne beneficiano i livelli attuali dei tassi d'interesse, ma l'orizzonte resta pieno di incertezze".
Il punto debole del sistema fiscale italiano, secondo Sangalli, è costituito da “un debito pubblico ingente, stabile ma non decrescente rispetto al PIL, che peggiora le nostre prospettive di crescita rispetto a quelle dei nostri partner internazionali”.
Ci sono poi alcuni difetti strutturali che l’Italia si porta dietro da oltre vent’anni, come “l’eccesso di burocrazia e di pressione fiscale, il deficit di legalità, le debolezze del sistema infrastrutturale, l’insostenibile costo del lavoro. Abbiamo, dunque, bisogno di migliori prospettive".
Sangalli ha sottolineato anche il dislivello di fiducia nelle imprese tra l’Italia e gli altri paesi europei dovuto, a suo parere, alla nostra politica fiscale.
E dà anche qualche spunto per risolvere il problema: "superare la logica degli interventi spot e dei bonus discriminatori, ridurre gli sprechi e le inefficienze ancora abbondantemente presenti nella spesa pubblica, scartare definitivamente qualsiasi ipotesi di aumento dell'Iva, l'ultima cosa di cui gli italiani hanno bisogno”.
E riguardo all’IVA, il Governo e più parti della politica mandano segnali rassicuranti, ma per il Presidente di Confcommercio è necessario continuare a tenere alta la guardia su tutti i fronti, compreso quello della lotta all’evasione.
"Certo, non sta a noi decidere da dove iniziare. Sono tante le ipotesi sul tappeto - ha concluso Sangalli - per ridurre la pressione fiscale e poche - come ha ricordato il ministro Padoan - le risorse disponibili per attuarle. L'importante, qualunque sia lo strumento individuato, riduzione del cuneo fiscale o altro, è che si inizi subito".

Fonte: Confcommercio, Imprese per l'Italia