CONSUMI: ITALIA PRIMA IN EUROPA, MA...

Continua l’ondata di buone notizie per il nostro Paese, dopo la “promozione” da parte di Comunità Europea e agenzie di racing, anche il Growth report di Nielsen conferma una crescita, addirittura maggiore rispetto agli altri paesi europei.

L’indagine che prende in esame l’andamento delle vendite dei beni di largo consumo nella grande distribuzione di 21 Paesi ha evidenziato come nel secondo trimestre del 2017 il valore delle vendite del largo consumo in Italia è aumentato del 4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
Non si può dire altrettanto di Francia (+3.2%), Regno Unito (+2,9%), Spagna (+2,9%) e Germania (+2,3%).

Fonte: Libero


Ma perché l’aumento dei consumi dovrebbe essere una buona notizia?
Innanzitutto perché il +4% dell’Italia è figlio di una combinazione di aumento dei prezzi (0,9%) e di una crescita delle quantità vendute (3,1%). Ciò significa che gli italiani hanno continuato a fare acquisti nonostante il rialzo dei listini (cosa avvenuta anche nel commercio al dettaglio con uno 0,6% evidenziato dall’Istat nel giugno scorso).
La crescita maggiore si è registrata in campo alimentare.
Per Mariano Bella, direttore dell'Ufficio Studi Confcommercio, però non si tratta di un segnale positivo: "da molti mesi l'indice congiunturale è caratterizzato da continui up and down(...)mi stupisce l'ottimismo eccessivo ostentato da tante personalità in questi mesi: sebbene in ripresa l'Italia rimane uno dei vagoni di coda in Europa" ha dichiarato al Sole24Ore.
Secondo i dati presi in analisi da Nielsen, si attendeva la ripartenza dei consumi sin dal 2008 in Italia, quando i dati avevano un segno meno davanti.
A livello europeo, comunque, l’incremento maggiore è stato registrato nella Gdo turca con un +14,2%, seguito dalla insegne di grande distribuzione slovacche (+9,3%) e austriache (+6,7%). L’unico calo si è verificato in Svizzera con un -0,7%.
Non si può dire altrettanto del commercio al dettaglio, purtroppo, in cui le vendite hanno segnato una battuta d'arresto a luglio, dopo il balzo del mese precedente.
L'Istat, infatti, ha registrato un calo dello 0,2% sia in valore sia in volume rispetto a giugno. Su base annua le vendite restano stazionarie in valore mentre scendono dello 0,4% in volume. Se si guarda al dato in valore, considerando quindi anche l'andamento dei prezzi, anche qui l'alimentare tiene.

Fonte: Libero del 5/9/2017