E-COMMERCE: TEMPI MATURI ANCHE IN ITALIA

L’e-commerce entra in fase di maturità anche in Italia.
Secondo i dati della diciottesima edizione 2017 dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano (in collaborazione con Netcomm) sarebbero due i fatti che spingono a ritenere i tempi maturi anche nel nostro Paese: per la prima volta il valore dei prodotti supererà quello dei servizi (52% contro 48%) ed un tasso di crescita generalizzato soprattutto per l’acquisto on-line di servizi (+7%) e beni fisici (+28%).
Si stima che entro fine anno il valore di beni e servizi acquistati online supererà i 23,6 miliardi (+17% sull’anno precedente).
Quasi a sorpresa, i prodotti che registrano gli aumenti più considerevoli sono gli ultimi in ordine di tempo ad essere sbarcati sulle piattaforme on-line, come l’alimentare (confezionato e fresco) con un +43% e quasi 850 milioni di vendite e l’arredamento con un +31% e quota 905 milioni.
Colonne portanti del commercio elettronico restano comunque l’elettronica di consumo e l’abbigliamento, come si evince dal grafico del Sole 24Ore

Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio osserva: «Se in passato il driver di crescita era il prezzo oggi è l’ampliamento dell’offerta il fattori chiave, diventa sempre più completa e ha un effetto traino soprattutto nei settori emergenti. A guidare le scelte c’è inoltre il servizio sia come, per esempio, l’esperienza d’acquisto o la consegna al piano nell’orario preferito».
Chi dunque si immette oggi nel mercato delle compravendite on-line investe soprattutto per migliorare l’esperienza d’acquisto rendendola il più possibile facile e immediata.
Non a caso il gigante del settore, Amazon, sta investendo massicciamente nella logistica creando lungo la penisola una rete di nuovi magazzini e, secondo alcune voci di corridoio, si starebbe dotando anche di un propria flotta di mezzi per coprire l’ultimo miglio verso i clienti.
La convenienza dell’offerta on-line resta un caposaldo per gli acquirenti, come dimostra il successo di piattaforme come Cashback world di Lyoness che permette di risparmiare restituendo una quota in denaro sugli acquisti fatti presso i siti web convenzionati.
I seller stanno investendo molto anche nell’export, per cui quest’anno si raggiungeranno i 3,5 miliardi di euro (+19%) soprattutto verso altri mercati europei e gli Usa, trainato da turismo e abbigliamento Made in Italy.

Fonte: IlSole24Ore 

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WHATSAPP DIVENTA BUSINESS

Lo ha comunicato la stessa app attraverso il proprio sito: WhatsApp diventerà Business.
Quello che ad oggi è semplicemente un servizio di messaggistica gratuita che sfrutta la connessione internet (con 1,3 miliardi di utenti attivi mensilmente), si sta estendendo pian piano al community management e al costumer care delle aziende e la piattaforma intende rendere questa una consuetudine. A pagamento.
WhatsApp sarebbe pronta a rilasciare una variante business dell’applicazione, per «Creare valore per le persone, e ora anche per le aziende» si legge sul sito ufficiale.
Il progetto più a lungo termine dovrebbe essere quello di entrare nel business dell’e-commerce, come facilmente intuibile dal resto del comunicato: «Sappiamo che le aziende hanno esigenze diverse. Ad esempio, vogliono avere una presenza ufficiale, un profilo verificato, in modo che un utente possa facilmente distinguere il loro account da quello di un singolo individuo, e necessitano di un modo più semplice di rispondere ai messaggi che ricevono. Stiamo costruendo e testando nuovi strumenti, tramite l'applicazione WhatsApp Business, gratuita e per piccole attività, e tramite una soluzione enterprise per aziende di maggiori dimensioni che operano su larga scala con una base clienti globale, quali compagnie aeree, siti di e-commerce e banche. Queste aziende potranno usare le nostre soluzioni per inviare ai loro clienti notifiche utili, come ad esempio gli orari di un volo, conferme di avvenuta consegna, o altri aggiornamenti». 
WhatsApp Business nasce quasi in contemporanea all'introduzione di WhatsApp Payments, che consente lo scambio di denaro tra utenti in modalità peer-to-peer e, dunque, i pagamenti per le transazioni on-line tramite il proprio numero di telefono.
Con questi due nuovi strumenti, quindi, l’azienda californiana offrirà alle aziende un canale di comunicazione diretto e certificato e, contemporaneamente, anche una piattaforma per l'acquisto e il pagamento di beni e servizi.

Fonte: IlSole24Ore

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WALMART E GOOGLE VS AMAZON

Quella contro Amazon pare la classica battaglia tra Davide e Golia. Il Davide in questione, al momento, pare essere la catena di grandi magazzini statunitensi Walmart, che combatte da tempo contro il colosso dell'e-commerce a colpi di offerte, per riportare i clienti a negozio.
Ora, al fianco dei supermercati "in carne ed ossa" è arrivato nientepopodimeno che Google. Il grande gigante buono del web, infatti, da settembre ha iniziato a condividere con Walmart il proprio assistente vocale (Google Assistant).«A partire dalla fine di settembre, lavoreremo con Google per offrire centinaia di milioni di articoli che potranno essere comprati grazie all’aiuto di Google assistant», ha annunciato Marc Lore, capo dell’e-commerce di Walmart; tramite questo strumento i clienti di Walmart possono acquistare migliaia di prodotti attraverso Google Express e farseli recapitare direttamente a casa.
Nel 2018, poi,  l’assortimento di Walmart verrà ampliato e allargato anche ai generi alimentari, come sta avvenendo un po' in tutto il mondo dell'e-commerce.
Ma cosa ci guadagna Google? In realtà moltissimo. Infatti, grazie alle tecnologie che mette a disposizione, il motore di ricerca troverà uno sbocco diretto sul commercio via web.
Dal canto suo Amazon, per combattere ad armi pari, si è buttato sulla vendita tradizionale, con l'acquisto, lo scorso giugno, di una catena di supermercati bio (Whole Foods) e con i negozi Amazon Go.
Che la soluzione alla guerra sia un'inversione di tendenze reciproca?

Fonte: Corriere Innovazione

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Facebook: arriva Marketplace

Dal 14 agosto la nuova funzione Marketplace di Facebook è stata resa disponibile in 17 paesi europei tra cui l’Italia.
Si tratta di una sorta di mercatino on-line usufruibile da tutti gli utenti maggiorenni per la compravendita di oggetti e verrà introdotto gradualmente in tutto il mondo.
Per accedervi è sufficiente cliccare sull’icona del mercato (vedi sotto) sia da dispositivi mobile iOs e Android tramite app che da desktop.


Se non la trovate subito potrebbe essere necessario aggiornare la vostra app sul cellulare.
Una volta entrati in Marketplace troverete tutti gli annunci compatibili con i vostri interessi; così, infatti, funziona l’algoritmo di Facebook (anche per le sponsorizzazioni e le notizie sulla vostra Home page) basandosi sulle vostre interazioni con le altre pagine, utenti, i vostri like e commenti e le ricerche in generale. Lo stesso avviene su Marketplace, dotato di un motore interno in grado di restituire risultati filtrati per categorie di prodotto, prezzo e distanza geografica tra venditore e compratore.
Qui un video che spiega il funzionamento di Markeplace.
Sarà possibile vendere e acquistare qualsiasi oggetto, dalle puntine da disegno alle case al mare, esclusi, ovviamente, prodotti illegali, armi da fuoco, alcol e animali.
La trattativa, proprio come avviene nei gruppi Facebook di compravendita già esistenti e nelle app-mercatino, viene gestita direttamente tra utenti, a cui spetta il compito di fissare il prezzo finale e la modalità di invio del bene acquistato.
Per prevenire o porre rimedio a frodi e vendite non autorizzate dal regolamento, Facebook ha predisposto una pagina per le segnalazioni, che purtroppo però non è ancora disponibile per tutti gli utenti.
Che sia necessaria una regolamentazione anche per questo, dopo Air BnB & co.? Staremo a vedere…

Fonte: Wired

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