WHATSAPP DIVENTA BUSINESS

Lo ha comunicato la stessa app attraverso il proprio sito: WhatsApp diventerà Business.
Quello che ad oggi è semplicemente un servizio di messaggistica gratuita che sfrutta la connessione internet (con 1,3 miliardi di utenti attivi mensilmente), si sta estendendo pian piano al community management e al costumer care delle aziende e la piattaforma intende rendere questa una consuetudine. A pagamento.
WhatsApp sarebbe pronta a rilasciare una variante business dell’applicazione, per «Creare valore per le persone, e ora anche per le aziende» si legge sul sito ufficiale.
Il progetto più a lungo termine dovrebbe essere quello di entrare nel business dell’e-commerce, come facilmente intuibile dal resto del comunicato: «Sappiamo che le aziende hanno esigenze diverse. Ad esempio, vogliono avere una presenza ufficiale, un profilo verificato, in modo che un utente possa facilmente distinguere il loro account da quello di un singolo individuo, e necessitano di un modo più semplice di rispondere ai messaggi che ricevono. Stiamo costruendo e testando nuovi strumenti, tramite l'applicazione WhatsApp Business, gratuita e per piccole attività, e tramite una soluzione enterprise per aziende di maggiori dimensioni che operano su larga scala con una base clienti globale, quali compagnie aeree, siti di e-commerce e banche. Queste aziende potranno usare le nostre soluzioni per inviare ai loro clienti notifiche utili, come ad esempio gli orari di un volo, conferme di avvenuta consegna, o altri aggiornamenti». 
WhatsApp Business nasce quasi in contemporanea all'introduzione di WhatsApp Payments, che consente lo scambio di denaro tra utenti in modalità peer-to-peer e, dunque, i pagamenti per le transazioni on-line tramite il proprio numero di telefono.
Con questi due nuovi strumenti, quindi, l’azienda californiana offrirà alle aziende un canale di comunicazione diretto e certificato e, contemporaneamente, anche una piattaforma per l'acquisto e il pagamento di beni e servizi.

Fonte: IlSole24Ore

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WALMART E GOOGLE VS AMAZON

Quella contro Amazon pare la classica battaglia tra Davide e Golia. Il Davide in questione, al momento, pare essere la catena di grandi magazzini statunitensi Walmart, che combatte da tempo contro il colosso dell'e-commerce a colpi di offerte, per riportare i clienti a negozio.
Ora, al fianco dei supermercati "in carne ed ossa" è arrivato nientepopodimeno che Google. Il grande gigante buono del web, infatti, da settembre ha iniziato a condividere con Walmart il proprio assistente vocale (Google Assistant).«A partire dalla fine di settembre, lavoreremo con Google per offrire centinaia di milioni di articoli che potranno essere comprati grazie all’aiuto di Google assistant», ha annunciato Marc Lore, capo dell’e-commerce di Walmart; tramite questo strumento i clienti di Walmart possono acquistare migliaia di prodotti attraverso Google Express e farseli recapitare direttamente a casa.
Nel 2018, poi,  l’assortimento di Walmart verrà ampliato e allargato anche ai generi alimentari, come sta avvenendo un po' in tutto il mondo dell'e-commerce.
Ma cosa ci guadagna Google? In realtà moltissimo. Infatti, grazie alle tecnologie che mette a disposizione, il motore di ricerca troverà uno sbocco diretto sul commercio via web.
Dal canto suo Amazon, per combattere ad armi pari, si è buttato sulla vendita tradizionale, con l'acquisto, lo scorso giugno, di una catena di supermercati bio (Whole Foods) e con i negozi Amazon Go.
Che la soluzione alla guerra sia un'inversione di tendenze reciproca?

Fonte: Corriere Innovazione

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LE APP DEL RIENTRO

Settembre è ormai inoltrato e tutti, più o meno, sono rientrati al lavoro dopo le ferie (ad eccezione di chi ha scelto una partenza fuori stagione, e non sono pochi!).
Come affrontare il temuto rientro in ufficio senza troppi traumi e caos? Con App e programmi fatti apposta!
Qui di seguito vi illustriamo i più consigliati:

- E-mail arretrate


Si chiama Boomerang ed è un plug-in di gestione di posta elettronica che si può applicare ai principali client e software (Gmail, Outlook, Android) per mettere in ordine la propria casella. Tutti abbiamo un cliente, un collega o un capo che ci invia mail indesiderate o che solitamente “lasciamo per dopo”. Con Boomerang potremo impostare l’opzione per respingere questi messaggi automaticamente facendoli riapparire qualche ora o giorno dopo, quando potremo rispondere con calma. Si può fare la stessa cosa con la posta in uscita, programmandone l’invio anche quando non siamo fisicamente sul posto di lavoro.

- Agenda fitta


Appuntamenti, meeting, colloqui…l’agenda di un imprenditore è sempre molto fitta e, per alcuni, molto disordinata! Se siete avvezzi all’uso di software- calendario per gestire i vostri impegni, accoglierete come una manna dal cielo l’app di Doodle che programma incontri ed eventi risparmiandovi ritardi e accavallamenti. Semplicissimo da usare, consente di incrociare date e orari anche per gli invitati agli eventi, mostrandovi quando tutti sono disponibili per un possibile incontro. Si può collegare ad altri programmi come Google calendar o Outlook.

- Scadenze dietro l'angolo



Per non perdersi una deadline, FocusList è la app che fa al caso nostro. Scaricabile per iOS e MacOS, vi permetterà di pianificare tutti gli impegni della giornata (lavorativi e non) con una scadenza e un countdown che ve la ricorda passo passo. Calcola anche le pause e vi ricorda quanto siano necessarie. A fine giornata avrete un resoconto dettagliato del vostro rendimento e del tempo speso per ogni attività. Utile anche per calcolare il lavoro di collaboratori e dipendenti, assolutamente non adatta agli ansiosi.

- Niente più errori 



Ormai quasi tutti i programmi, browser e cellulari sono dotati di correttore ortografico (che, a volte, crea più problemi della sua assenza!), ma per alcuni programmi e computer non è facile individuare tutti gli errori. A questo scopo nasce Grammarly, plug-in di Google Chrome e Firefox che segnala gli strafalcioni e suggerisce le correzioni durante la scrittura. La correzione è possibile anche in seguito, come una sorta di controllo bozze, caricando un documento già scritto per analisi e consigli e anche per evitare plagi. Esiste, infine, anche un’opzione premium in cui la correzione è più dettagliata e si possono avere anche consigli sullo stile di scrittura, ma è a pagamento.

- Scanner a portata di mano
Qualcuno potrà obiettare che con la fotocamera degli smartphone lo scanner è meno utile al giorno d’oggi, ma gli imprenditori hanno ancora necessità di conservare scontrini, ricevute, documenti e fatture cartacee. Ecco perché Genius Scan potrebbe essere una soluzione innovativa, trasformando dispositivi Android  e iOS in scanner personali. E’ in grado di convertire in pdf di alta qualità qualsiasi documento cartaceo ed archiviarlo velocemente. Anche in questo caso esiste una versione Premium che offre la possibilità di caricare le scansioni su cloud (Dropbox, Google Drive…) per condividerle con altri utenti o archiviarle per uso personale.

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Lo smart working è legge

È in vigore dal 14 giugno 2017, ma forse non tutti la conoscono ancora bene, si tratta della legge sullo smart working, meglio nota come Jobs Act dei lavoratori autonomi e smart working.
Ecco perché vi riassumiamo di seguito i punti salienti, utili anche agli imprenditori per meglio gestire le proprie risorse in azienda.

Definizione
Nella legge lo smart working viene così definito: “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa".

Luogo di lavoro

Emerge subito una differenza rispetto al vecchio telelavoro, in quanto lo smart working è una “prestazione lavorativa eseguita in parte all'interno di locali aziendali e, senza una postazione fissa, in parte all'esterno entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva”. Il telelavoro, invece, prevede che la prestazione lavorativa si svolga esclusivamente al di fuori dell’azienda.

Orario e compenso

Secondo quanto stabilito dalla nuova legge, questo tipo di lavoro non è necessariamente vincolato da orari, ma solo da obiettivi e mansioni specifiche.
Per quanto riguarda la retribuzione del lavoratore, poi, questa deve essere conforme a quanto stabilito dal contratto collettivo e restano applicabili eventuali incentivi fiscali e contributivi in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato.

Sicurezza e strumenti di lavoro

Al fine di garantire il diritto del lavoratore alla tutela contro infortuni e malattie professionali, il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell'attività lavorativa.
Inoltre L'Art. 14 delle Legge n.81/2017 prevede che "La gravidanza, la malattia e l'infortunio dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente non comportano l'estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione, su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a centocinquanta giorni per anno solare, fatto salvo il venir meno dell'interesse del committente". 
In caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell'attività lavorativa per oltre sessanta giorni, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi viene sospeso per l'intera durata della malattia o dell'infortunio fino ad un massimo di due anni, decorsi i quali il lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione. 

Modalità di attivazione
L’accordo con il quale il lavoratore passa alla “modalità smart” deve essere stipulato per iscritto, come un qualsiasi altro contratto di lavoro, specificando i tempi di lavoro e di riposo e il diritto alla disconnessione dalla strumentazione tecnologica lavorativa, è inoltre risolvibile unilateralmente da entrambe le parti previo preavviso di 30 giorni.

Lo smart working in Italia
La Ricerca 2016 dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano aveva rilevato una forte crescita delle iniziative strutturate di smart working nelle grandi imprese, il 30% di queste ha intrapreso o consolidato nell’ultimo anno misure agili di lavoro contro il 17% dell’anno precedente.
Attualmente tra i 22 milioni di lavoratori in Italia, si contano circa 300 mila smart worker effettivi e 5 milioni potenziali, di cui 3,7 milioni in aziende private e 1,3 milioni nelle Pubbliche Amministrazioni (le quali hanno confermato l’obiettivo di offrire ad almeno il 10% dei lavoratori forme di flessibilità entro il 2018).
Dal 2013 c’è stato un incremento del 40%, come trasformazioni di rapporti di lavoro già esistenti, per un valore pari al 7% dei dipendenti.
La grande sfida, dunque, resta l’apertura di questa possibilità nelle PMI, che costituiscono oltre il 95% delle attività produttive del nostro Paese.

Fonte: www.secondowelfare.it

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