IL LAVORO CHE VERRA'

Nuovo anno, tempo di bilanci.
Anche per il mondo del lavoro, che si presenta rinnovato soprattutto per quanto riguarda i profili professionali più richiesti.
Secondo agenzie e siti di recruiting i profili più richiesti, oltre ai tradizionali impiegati, commessi, chef e camerieri sono: esperti di blockchain e di privacy, specialisti di intelligenza artificiale e di media digitali. Ci sono anche i cosiddetti “introvabili” (e quindi mestieri sui quali le giovani generazioni in cerca di impiego sono caldamente consigliati a specializzarsi), ovvero: tecnici informatici, fisici, chimici e ingegneri.
La causa di ciò, per gli esperti, sarebbe da rintracciare anche nel piano Industria 4.0 e nel bonus previsto dal disegno di legge di Bilancio riconosciuto a chi assume giovani a tempo indeterminato.
L’incentivo, infatti, solo per questo nuovo anno si traduce nel dimezzamento dei contributi previdenziali del datore di lavoro, per un triennio, e con il tetto annuo di 3mila euro (assunzioni in pianta stabile di under 35, mentre dal 2019 il limite scenderà a 30 anni).
Per il governo questa agevolazione potrebbe creare fino a 423.800 posti stabili nel 2018. 
In valore assoluto, comunque, le professioni più richieste restano quelle tradizionali: dai cuochi ai commessi di negozio, passando per impiegati, infermieri e tecnici di laboratorio. Ma nei prossimi tre anni a crescere di più sarà la domanda di figure professionali high skill (+29% rispetto al +21% di quelle low skill e del +16% dei profili intermedi). Le agenzie per il lavoro segnalano oltre 12mila posizioni (in prevalenza a tempo determinato) da coprire nei primi mesi dell’anno, con una crescita di offerte di lavoro per Ict, e-commerce, agroalimentare, lusso, metalmeccanica, automazione industriale e componentistica.
Nel borsino dei profili in crescita spicca il data protection officer, il responsabile della protezione dei dati, una figura nuova prevista dal regolamento europeo sulla privacy che diventerà operativa in tutti i Paesi Ue dal 25 maggio 2018, all’interno di aziende private e Pa, con 40mila opportunità di lavoro in Italia per profili che abbinano competenze giuridiche e informatiche. Opportunità anche per project manager Industria 4.0, al quale sarà affidato il compito di introdurre nuove tecnologie innovative concentrandosi sui processi di manufacturing e supply chain.
«Sono ancora troppi i ragazzi italiani - ricorda l’Ocse nel report Getting skills right pubblicato lo scorso dicembre- che si formano su tecnologie ormai obsolete e per questo non sono candidati appetibili sul mercato del lavoro».
I giovani, insomma, restano in una situazione critica. Il tasso di disoccupazione per i 15-34enni è al 21,4%, ancora tra i più alti nell’Eurozona, seppur in calo rispetto al picco del 2014 (24,9%).

Articolo tratto da Il Sole 24 Ore

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LE APP DEL RIENTRO

Settembre è ormai inoltrato e tutti, più o meno, sono rientrati al lavoro dopo le ferie (ad eccezione di chi ha scelto una partenza fuori stagione, e non sono pochi!).
Come affrontare il temuto rientro in ufficio senza troppi traumi e caos? Con App e programmi fatti apposta!
Qui di seguito vi illustriamo i più consigliati:

- E-mail arretrate


Si chiama Boomerang ed è un plug-in di gestione di posta elettronica che si può applicare ai principali client e software (Gmail, Outlook, Android) per mettere in ordine la propria casella. Tutti abbiamo un cliente, un collega o un capo che ci invia mail indesiderate o che solitamente “lasciamo per dopo”. Con Boomerang potremo impostare l’opzione per respingere questi messaggi automaticamente facendoli riapparire qualche ora o giorno dopo, quando potremo rispondere con calma. Si può fare la stessa cosa con la posta in uscita, programmandone l’invio anche quando non siamo fisicamente sul posto di lavoro.

- Agenda fitta


Appuntamenti, meeting, colloqui…l’agenda di un imprenditore è sempre molto fitta e, per alcuni, molto disordinata! Se siete avvezzi all’uso di software- calendario per gestire i vostri impegni, accoglierete come una manna dal cielo l’app di Doodle che programma incontri ed eventi risparmiandovi ritardi e accavallamenti. Semplicissimo da usare, consente di incrociare date e orari anche per gli invitati agli eventi, mostrandovi quando tutti sono disponibili per un possibile incontro. Si può collegare ad altri programmi come Google calendar o Outlook.

- Scadenze dietro l'angolo



Per non perdersi una deadline, FocusList è la app che fa al caso nostro. Scaricabile per iOS e MacOS, vi permetterà di pianificare tutti gli impegni della giornata (lavorativi e non) con una scadenza e un countdown che ve la ricorda passo passo. Calcola anche le pause e vi ricorda quanto siano necessarie. A fine giornata avrete un resoconto dettagliato del vostro rendimento e del tempo speso per ogni attività. Utile anche per calcolare il lavoro di collaboratori e dipendenti, assolutamente non adatta agli ansiosi.

- Niente più errori 



Ormai quasi tutti i programmi, browser e cellulari sono dotati di correttore ortografico (che, a volte, crea più problemi della sua assenza!), ma per alcuni programmi e computer non è facile individuare tutti gli errori. A questo scopo nasce Grammarly, plug-in di Google Chrome e Firefox che segnala gli strafalcioni e suggerisce le correzioni durante la scrittura. La correzione è possibile anche in seguito, come una sorta di controllo bozze, caricando un documento già scritto per analisi e consigli e anche per evitare plagi. Esiste, infine, anche un’opzione premium in cui la correzione è più dettagliata e si possono avere anche consigli sullo stile di scrittura, ma è a pagamento.

- Scanner a portata di mano
Qualcuno potrà obiettare che con la fotocamera degli smartphone lo scanner è meno utile al giorno d’oggi, ma gli imprenditori hanno ancora necessità di conservare scontrini, ricevute, documenti e fatture cartacee. Ecco perché Genius Scan potrebbe essere una soluzione innovativa, trasformando dispositivi Android  e iOS in scanner personali. E’ in grado di convertire in pdf di alta qualità qualsiasi documento cartaceo ed archiviarlo velocemente. Anche in questo caso esiste una versione Premium che offre la possibilità di caricare le scansioni su cloud (Dropbox, Google Drive…) per condividerle con altri utenti o archiviarle per uso personale.

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Lo smart working è legge

È in vigore dal 14 giugno 2017, ma forse non tutti la conoscono ancora bene, si tratta della legge sullo smart working, meglio nota come Jobs Act dei lavoratori autonomi e smart working.
Ecco perché vi riassumiamo di seguito i punti salienti, utili anche agli imprenditori per meglio gestire le proprie risorse in azienda.

Definizione
Nella legge lo smart working viene così definito: “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa".

Luogo di lavoro

Emerge subito una differenza rispetto al vecchio telelavoro, in quanto lo smart working è una “prestazione lavorativa eseguita in parte all'interno di locali aziendali e, senza una postazione fissa, in parte all'esterno entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva”. Il telelavoro, invece, prevede che la prestazione lavorativa si svolga esclusivamente al di fuori dell’azienda.

Orario e compenso

Secondo quanto stabilito dalla nuova legge, questo tipo di lavoro non è necessariamente vincolato da orari, ma solo da obiettivi e mansioni specifiche.
Per quanto riguarda la retribuzione del lavoratore, poi, questa deve essere conforme a quanto stabilito dal contratto collettivo e restano applicabili eventuali incentivi fiscali e contributivi in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato.

Sicurezza e strumenti di lavoro

Al fine di garantire il diritto del lavoratore alla tutela contro infortuni e malattie professionali, il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell'attività lavorativa.
Inoltre L'Art. 14 delle Legge n.81/2017 prevede che "La gravidanza, la malattia e l'infortunio dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente non comportano l'estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione, su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a centocinquanta giorni per anno solare, fatto salvo il venir meno dell'interesse del committente". 
In caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell'attività lavorativa per oltre sessanta giorni, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi viene sospeso per l'intera durata della malattia o dell'infortunio fino ad un massimo di due anni, decorsi i quali il lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione. 

Modalità di attivazione
L’accordo con il quale il lavoratore passa alla “modalità smart” deve essere stipulato per iscritto, come un qualsiasi altro contratto di lavoro, specificando i tempi di lavoro e di riposo e il diritto alla disconnessione dalla strumentazione tecnologica lavorativa, è inoltre risolvibile unilateralmente da entrambe le parti previo preavviso di 30 giorni.

Lo smart working in Italia
La Ricerca 2016 dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano aveva rilevato una forte crescita delle iniziative strutturate di smart working nelle grandi imprese, il 30% di queste ha intrapreso o consolidato nell’ultimo anno misure agili di lavoro contro il 17% dell’anno precedente.
Attualmente tra i 22 milioni di lavoratori in Italia, si contano circa 300 mila smart worker effettivi e 5 milioni potenziali, di cui 3,7 milioni in aziende private e 1,3 milioni nelle Pubbliche Amministrazioni (le quali hanno confermato l’obiettivo di offrire ad almeno il 10% dei lavoratori forme di flessibilità entro il 2018).
Dal 2013 c’è stato un incremento del 40%, come trasformazioni di rapporti di lavoro già esistenti, per un valore pari al 7% dei dipendenti.
La grande sfida, dunque, resta l’apertura di questa possibilità nelle PMI, che costituiscono oltre il 95% delle attività produttive del nostro Paese.

Fonte: www.secondowelfare.it

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